Giustizia, 5,1 milioni per l'informatica. Cgil: "Bastano solo fino a maggio"

DEMATERIALIZZAZIONE

Le risorse per l'assistenza dei sistemi informativi e l'help desk detratte da spese di cancelleria e del personale. Ma il sindacato attacca: "Una variazione di bilancio che impatta negativamente sul funzionamento degli uffici"

di Federica Meta
I soldi per l’assistenza informatica negli uffici giudiziario ci sono. Sembra dunque essere rientrato l’allarme lanciato dall’Anm, nei primi giorni di gennaio, sul possibile blocco dell’attività giudiziaria causati appunto dal taglio dei fondi per l’IT. Ad annunciare il ripristino dei fondi il sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberta Casellati, rispondendo ad alcune interpellanze parlamentari. “Le risorse – ha spiegato - sono state tratte dai trasferimenti d'ufficio e formazione del personale, acquisto di cancelleria, rimborsi a pubbliche amministrazioni per il personale comandato per un ammontare complessivo di 5,1 milioni che hanno permesso di limitare a soli tre giorni , dal 3 al 5 gennaio scorsi, la sospensione dell'assistenza informatica nei tribunali e nelle procure.

Le variazioni di bilancio compiute dal ministero della Giustizia sono state “studiate - ha assicurato il sottosegretario - per non determinare ricadute negative sulla funzionalità degli uffici giudiziari”, tant'è che “gli stanziamenti dei capitoli relativi alle spese di funzionamento degli uffici potranno essere integrati, in corso d'anno, con riassegnazioni ammontanti complessivamente a circa 25 milioni di euro, nonché dall'ulteriore afflusso di risorse che proverrà dal fondo unico giustizia”. Una soluzione che è stata il frutto di “un'accurata analisi”, ha aggiunto il sottosegretario in risposta a quelle che ha definito “sterili polemiche”.

L’annuncio non ha però soddisfatto la Cgil. Per Antonio Crispi, segretario nazionale Fp-Cgil, “la verità è che il ministro Alfano per garantire la ripresa dell'assistenza informatica ha dovuto fare una variazione di bilancio sottraendo fondi al funzionamento della giustizia, e che questi fondi sono sufficienti, più o meno, a garantire l'assistenza sino a maggio”. “La verità -prosegue- è che la giustizia sta precipitando in un buco nero senza risorse per il funzionamento degli uffici, per l'informatica, e senza personale sufficiente a tenere aperti gli uffici”.
“Il ministro Alfano in questi due anni ha operato un'azione di progressiva distruzione della giustizia evidentemente eseguendo le indicazioni del premier che considera la Magistratura una ‘patologia?”. conclude Crispi.

13 Gennaio 2011