Ricette digitali, Tremonti rassicura Brunetta: "Lavoriamo ai decreti attuativi"

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Dal ministro dell'Economia piena collaborazione anche sul Cad. Novità per la carta di identità elettronica: "Concordato con il ministero dell'Interno uno schema di disposizione"

di Federica Meta
Potrebbe sbloccarsi presto l’impasse in cui versano le ricette mediche elettroniche, al palo per la mancanza dei decreti attuativi fermi a ministero dell’Economia e delle Finanze da tre mesi. Il ministro Giulio Tremonti ha inviato ieri una lettera al ministro Brunetta in cui assicura che per quanto riguarda la realizzazione della ricetta medica elettronica “i competenti Uffici sono stati interessati per adottare le opportune iniziative volte alla concreta attuazione della normativa”.

Nella stessa lettera Tremonti garantisce la sua piena collaborazione anche per quanto riguarda la definizione degli altri provvedimenti sui quali, nei giorni scorsi, era stato sollecitato dal ministro Brunetta: la carta d’identità elettronica (“E’ già stato concordato con il ministero dell’Interno uno schema di disposizione e si è in attesa di individuare il provvedimento legislativo nel quale inserire la norma in questione”), la riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (“Le disposizioni del predetto Codice potranno applicarsi all’Agenzia delle Entrate, il cui piano di investimenti già contempla le spese necessarie per conformarsi alla nuova disciplina”) e la fatturazione elettronica (“Il provvedimento attuativo è in avanzata fase di predisposizione”).

Infine, nella sua lettera Tremonti risponde positivamente anche alla nota con la quale, lo scorso 12 gennaio, il ministro Brunetta gli aveva evidenziato la necessità che gli schemi di decreti legislativi attuativi della legge delega in materia di federalismo fiscale siano corredati dalla relazione tecnica: “Si tratta di un adempimento la cui esigenza è costantemente segnalata dai miei Uffici”.

Nella missiva inviata al collega dell’Economia il titolare di Palazzo Vidoni chiedeva “di definire al più presto i provvedimenti attuativi della norma in questione di competenza della tua amministrazione, nella convinzione che l'utilizzo della ricetta medica elettronica rappresenti un importante avanzamento nell'applicazione delle tecnologie digitali nella pubblica amministrazione e, nel contempo, determini concreti vantaggi per il bilancio statale derivanti dal monitoraggio delle dinamiche della spesa sanitaria”.

Iniziamente senmbrava che il titolare dell’Economia avesse bypassato la richiesta di Brunetta. E i motivi erano soprattutto di tipo economico: i costi di avviamento del sistema nel breve periodo, andrebbero a gravare sul bilancio di un Paese che “ancora non ha scongiurato il rischio default”, come  ha ricordato a più riprese Tremonti. Priorità del ministro, infatti, è quella di risanare i conti pubblici, stringendo la cinghia e sacrificando anche i piani di innovazione. A dimostrarlo è stato il taglio ai fondi destinati a DigitPA: nella Finanziaria 2011 sono stati previsti 7 milioni di euro a fronte dei 15-18 necessari al funzionamento dell’ente. 

21 Gennaio 2011