Sì di Csit al nuovo Cad. Pileri: "Ora applicarlo"

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Confindustria Servizi "benedice" la riforma. Ma è polemica via email fra il ministro Brunetta e il presidente di Confindustria Marcegaglia

di Federica Meta
Il nuovo Cad ha il benestare di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici i cui rappresentanti hanno incontrato nel pomeriggio il ministro Brunetta per individuare le azioni più opportune dirette a favorire la diffusione e l’implementazione delle regole. “Dopo il passaggio fondamentale costituito dall’entrata in vigore del nuovo Codice Digitale - ha sottolineato Stefano Pileri, presidente di Csit - ora è cruciale sostenere le diverse fasi attuative, per contribuire alla costruzione delle regole tecniche, all’applicabilità dei sistemi e all’incremento della capacità di utilizzo. La nostra Federazione garantirà inoltre il suo impegno per sensibilizzare le imprese, che non solo dovranno adottare le procedure digitali ma esigere dalla stessa PA l’applicazione del Cad”.

Durante l’incontro, a cui hanno preso parte rappresentanti delle principali organizzazioni federate del settore Ict (Assinform, Assoconsult, Associazione Italiana Internet Provider–Aiip, Assocertificatori, Assotelecomunicazioni–Asstel, Associazione delle Industrie Produttrici Beni e Servizi in Outsourcing ad Alto Contenuto Tecnologico–Assotec, Associazione per i Servizi, le Applicazioni e le Tecnologie Ict per lo Spazio-Asas), Brunetta ha ricordato alle imprese la necessità di "lavorare insieme e alacremente per far sì che l’innovazione diventi prassi quotidiana nella PA e che l’amministrazione digitale sia realmente a portata di click per cittadini e imprese. Non stiamo rivoluzionando il mondo. Stiamo semplicemente entrando in una nuova fase: il nuovo Cad è la Costituzione materiale di quei principi di amministrazione digitale che hanno guidato il processo di trasformazione e di rinnovamento della PA. Sulla base delle esperienze maturate, il nuovo Codice completa le regole e introduce un insieme di innovazioni normative che rendono effettivi i diritti per cittadini e imprese, cogenti gli obblighi e chiare le opportunità per tutta la PA, dando sicurezza agli operatori specializzati del settore Ict sulla validità, anche giuridica, dell'amministrazione digitale".
L’incontro di oggi si è concluso con l’impegno, da parte di Csit, di mettere a disposizione del Ministero una presenza tecnica articolata e continua di collaborazione, dialogo e verifica del processo di implementazione.

E proprio  di “costituzione materiale della PA digitale" che renderà l’e-gov un "diritto dei cittadini e un obbligo per le amministrazioni" aveva parlato questa mattina il ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, nel presentare il nuovo Cad (decreto legislativo 235/2010) che aggiorna quello del 2005 e che entra in vigore oggi.
“Si tratta – ha spiegato il ministro - del secondo pilastro su cui si basa il processo di rinnovamento della Pubblica amministrazione, avviato con la riforma Brunetta (legge 150/2009) che ha introdotto nella PA principi di meritocrazia, premialità e trasparenza”.

Brunetta ha colto l’occasione del varo del Cad per rispondere al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che nei giorni scorsi accusava il governo di “essere fermo da sei mesi”. “Ecco una delle riforme di cui chiedeva conto”, ci ha tenuto a puntualizzare il ministro che ha anche inviato una missiva al numero uno degli industriali.
"Cara Emma, ho sentito le Tue recenti dichiarazioni circa la riforma della pubblica amministrazione nel corso della trasmissione televisiva "Che Tempo Che Fa" - si legge - Temo che le tue affermazioni denotino un non puntuale aggiornamento sullo stato di attuazione dei molteplici provvedimenti e delle numerose misure di modernizzazione dell'amministrazione pubblica italiana che il Governo ha approvato e sta realizzando". Come appunto il nuovo codice digitale, E-gov 2012 e la legge 150 sul riordino della PA.

Riforme che - risponde la Marcegaglia - Confindustria condivide e sostiene pur ribadendo la necessità di uno "sforzo congiunto del governo più intenso" sui temi strategici per le imprese e per il Paese. "Manca - afferma la Marcegaglia - una forte azione congiunta mirata all'elaborazione di riforme strutturali come la riorganizzazione degli enti e la riduzione di ostacoli burocratici in alcuni settori vitali per le imprese (fisco, ambiente, appalti)".

Nel dettaglio più che un rinnovamento delle norme – che restano nel solco del Cad del 2005 – il nuovo codice introduce due principi innovativi: l’effettività della riforma (e quindi l’esigibilità di quanto previsto dal testo) tramite misure premiali e sanzionatorie per PA virtuose e inadempienti; incentivi all’innovazione della PA stessa. “Dall’informatizzazione gli enti riceveranno dei risparmi che potranno utilizzare in nuovi progetti digitali”, ha puntualizzato il ministro. Ad accompagnare le amministrazioni sulla strada delle digitalizzazione sarà DigitPA che, allo stesso tempo, istituirà tavoli di lavoro e di consultazione con tutti gli stakeholders pubblici e privati, con particolare attenzione per le imprese di Ict, interessati a "soddisfare la domanda di soluzioni che si genererà con l'applicazione delle nuove regole", ha annunciato Brunetta.

Perno della nuova versione del codice è la Pec, “strumento principe” – così l’ha definito Brunetta – dell’identificazione a fronte della PA. “Le istanze possono da oggi essere trasmesse da tutte le caselle di posta certificata e inoltre la Pec potrà essere utilizzata per avviare una class action”.

Ecco, in pillole, le altre novità:
Pagamenti elettronici: Il Cad prevede una serie di strumenti operativi, come le carte di credito, e consente di avvalersi di soggetti anche privati per la riscossione, aprendo così un nuovo mercato dei servizi.
Validità dei documenti indipendente dal supporto: si introduce un sistema di validità dei documenti informatici, dei passaggi da analogico a digitale e viceversa, introducendo sistema di contrassegno generato elettronicamente e stampato direttamente dal cittadino dal proprio computer (una sorta di timbro digitale) per sancire la conformità dei documenti cartacei a quelli digitali.
Conservazione digitale e archivi elettronici: è prevista la gestione della conservazione da parte di un responsabile della conservazione che certifica il processo di digitalizzazione e di conservazione servendosi – se vuole - di “conservatori” accreditati. Sono esclusi dalla conservazione elettronica documenti dotati di valore storico, culturale o artistico.
Sicurezza digitale: le PA dovranno predisporre appositi piani di emergenza idonei ad assicurare la continuità delle operazioni atte a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività.
Open data: le PA, al fine di valorizzare e rendere fruibili i dati pubblici di cui sono titolari, promuovono progetti di elaborazione e di diffusione degli stessi anche attraverso l’uso di strumenti di finanza di progetto, assicurando la gratuità dell’accesso e la pubblicazione dei dati in formato aperto in modo che possano essere rielaborabili da terzi.
Servizi online: le amministrazioni pubbliche sono tenute a pubblicare sui loro siti Web istituzionali i servizi erogati, dandone notizia anche al Dipartimento della Funzione Pubblica. In questo contesto gli enti devono provvedere a rendere disponibili per via telematica l'elenco dei moduli e dei formulari utili agli utenti. Le pubbliche amministrazioni non possono richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati.
Regole tecniche: per molte norme sarà necessario predisporre regole tecniche che saranno dettate da appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il primo Dpcm riguarderà l’Agenzia delle Entrate e sarà pronto già nelle prossime settimane.

Il ministero ha anche predisposto una roadmap per l’applicazione del Cad le cui norme - data la complessità - entreranno in vigore a scaglioni:
Entro 3 mesi le PA utilizzeranno la Pec posta elettronica certificata o altre soluzioni tecnologiche per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo.
Entro 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività Ict.
Entro 6 mesi le PA centrali pubblicheranno sui propri siti istituzionali i bandi di concorso e tutta una serie di informazioni sul proprio funzionamento nell’ottica della total disclosure.
Entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle firme elettroniche diverse da quella digitale, nonché, alle copie cartacee e, soprattutto, a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA; le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali; il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla pubblica amministrazione. Sarà onere delle amministrazioni (in possesso dei dati) assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti.
Entro 15 mesi le PA predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire i servizi e il ritorno alla normale operatività.

25 Gennaio 2011