Sanità, dall'e-health risparmi per oltre 12 mld di euro

INNOVAZIONE

Brunetta: "Con la ricetta digitale vantaggi economici fino a 2 mld l'anno". Intanto i Web-certificati toccano quota 3 mln e mezzo. Ma i medici fanno muro: "Far slittare le sanzioni"

di F.M.
12,4 miliardi di euro. Tanto risparmierebbe la sanità italiana con l’introduzione dell’Ict (medici in rete, ricette e certificati di malattia digitali, fascicolo sanitario elettronico, prenotazioni di prestazioni online con pagamenti e refertazione digitale, telemedicina) nel settore. A ricordarlo il ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, al presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, che aveva chiesto un dettaglio dei vantaggi economici derivanti dall’e-health. Brunetta cita uno studio di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici: “Si tratta – precisa – di un risparmio pari all’1,84% della spesa Ssn”.

A fare da eco alla stima di Csit, lo studio del Tavolo della Sanità Elettronica (sede istituzionale di confronto tra Regioni e Province autonome) secondo cui solo grazie all’introduzione della ricetta digitale si otterrebbe una riduzione tra 1,8 e 2,1 miliardi di euro annui (pari all’1,6-1,9% della spesa del Ssn): 600 milioni di euro derivanti dall’abolizione dei flussi cartacei e 1,2-1,5 miliardi di euro derivanti dalla riduzione di abusi e di errori materiali.

Infine Palazzo Vidoni stima un risparmio annuo complessivo di 590 milioni di euro, così calcolato: 500 milioni di euro a favore dell’Inps derivanti dall’abolizione del data entry dei certificati di malattia cartacei; 20 milioni di euro a favore delle imprese derivanti dalla possibilità di un monitoraggio più efficace dell'assenteismo attraverso il certificato di malattia elettronico (attualmente le giornate indennizzate sono 60.277.000 per un costo totale di 1,9 miliardi l’anno, di cui 1,6 a carico delle imprese); 70 milioni di euro derivanti dall’abolizione dell’invio con raccomandata del certificato di malattia all’Inps e al datore di lavoro (il costo di ogni raccomandata è pari a 2,80 euro e i certificati di malattia emessi per i dipendenti del settore privato sono circa 12 milioni l’anno, per un totale di 24 milioni di raccomandate inviate ogni anno).

Brunetta segnala inoltre a Errani ulteriori risparmi possibili derivanti dall’adozione dei servizi di pagamento e di refertazione online che - oltre a introdurre semplificazioni e agevolazioni consistenti per i cittadini, sia in termini di tempo che di costi - consentirebbero di accelerare il percorso di innovazione dei sistemi informativi e delle procedure aziendali, favorendo la messa a sistema di soluzioni spesso attivate in forma sperimentale. Questo intervento può generare un impatto quantificabile, in termini di minore spesa pubblica, in oltre 400 milioni di euro annui.

Intanto sale ancora la quota di certificati di malattia inviati online. Solamente nella terza settimana di gennaio sono pervenuti tramite il nuovo sistema circa 340mila certificati online, con un incremento di oltre 40mila unità rispetto alla settimana precedente. Il flusso medio giornaliero si è portato a un livello pari a 49.000 documenti. Nel complesso, a partire dall’avvio del sistema, risultano trasmessi online all’Inps ben 3.511.843 certificati. Le previsioni relative alla settimana in corso portano Palazzo Vidoni a stimare un flusso pari a 400mila unità, di fatto completando il processo di saturazione del sistema.

La media regionale dei medici di famiglia che si sono abilitati all’utilizzo del nuovo sistema ha superato il 92%.
Ed è in questo contesto che da febbraio partirà il meccanismo sanzionatorio previsto per i medici inadempienti, nonostante l’appello dei medici di base e ospedalieri che lamentano ancora inefficienze nel sistema. “Non possiamo pagare noi per il malfunzionamento”, hanno ribadito in una lettera sia a Brunetta sia al premier Berlusconi.

Su versante delle ricetta elettroniche (che sarebbero dovute partire il 1° gennaio), al palo per il mancato varo dei decreti attuativi di competenza del Mef, il ministro dell’Economia ha fatto sapere che gli uffici competenti stanno lavorando in questa direzione.

26 Gennaio 2011