Web-certificati, allarme Fimmg: "Per i medici ancora difficoltà di invio"

E-HEALTH

Secondo la federazione il 16% dei camici bianchi trasmette poco più della metà dei documenti in modalità telematica. Atteso per venerdi l'incontro tra i sindacati e Brunetta

di Federica Meta
Oltre la metà dei medici di famiglia (il 56,4%) riesce a inviare per via telematica più dell’80% dei certificati di malattia, ma c’è ancora il 16,5% che ne invia meno del 50%. E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio della Fimmg su un campione di oltre 1.500 medici appartenenti a tutte le regioni italiane. Dalla ricerca risulta anche che l’11,1% dei medici di famiglia riesce a inviare via web fra il 70 e l’80% dei certificati mentre il 15,8% ne invia tra il 50 e il 70%.

“Non abbassiamo la guardia e manteniamo la mobilitazione della categoria in attesa dell’incontro di venerdì con il ministro Brunetta” ha scritto in una lettera inviata agli scritti il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo.

“L’obiettivo fondamentale di tutte le OOSS - prosegue Milillo - è ottenere la modifica della legge e in particolare la rimozione delle sproporzionate sanzioni previste. A breve termine è assolutamente necessario ottenere la sospensione del sanzionamento per almeno un anno.  Durante questo periodo sarà possibile perfezionare il sistema. Stiamo conducendo anche un’importante azione sulle Software House dei nostri applicativi per convincerle a fornire la funzione della certificazione on-line senza costi aggiunti nell’ambito della ordinaria manutenzione dei programmi. Rimaniamo continuamente in contatto con la Sogei per capire anche i problemi tecnici che possono essere alla base del funzionamento irregolare dell’intero sistema. Dopo il blocco del primo febbraio, ci viene assicurato che il ‘cervellone’ ha continuato a funzionare ininterrottamente, salvo occasionali rallentamenti di pochi minuti. Ciò contrasta con i dati sopra riportati che testimoniano la persistenza e l’elevata frequenza di criticità di trasmissione”.

Milillo invita i colleghi “nel momento in cui si manifesta il malfunzionamento di una qualsiasi delle componenti del sistema” a non “accanirsi nel ritentare continuamente l’invio, ma raccomandiamo –scrive - di procedere immediatamente a emettere il certificato cartaceo, perché la priorità assoluta deve essere data all’attività assistenziale”.

“Analogamente – aggiunge - in presenza di uno studio affollato è impensabile rivolgersi al Call Center che, ammesso risponda subito, prevede una procedura di oltre 7 minuti, assolutamente incompatibile con il nostro lavoro. Anche in questo caso consigliamo di passare subito al cartaceo”.
“Abbiamo chiesto e ottenuto da Sogei – conclude - un indirizzo di posta elettronica al quale ciascuno di voi potrà inviare segnalazioni e osservazioni”.

In attesa dell'incontro di venerdì Brunetta risponde con i numeri. Secondo i dati resi noti dall’Inps e comunicati dal ministero della PA e Innovazione, oggi sono stati trasmessi online all’Istituto 98.031 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A livello regionale gli invii odierni sono così distribuiti: 17.651 in Lombardia, 12.911 in Lazio, 8.852 in Veneto, 8.187 in Emilia Romagna, 7.917 in Sicilia, 7.279 in Campania, 7.081 in Piemonte, 6.118 in Toscana, 4.663 in Puglia, 3.296 in Calabria, 2.413 in Liguria, 2.221 in Marche, 2.111 in Friuli Venezia Giulia, 1.837 in Sardegna, 1.509 in Abruzzo, 1.264 in Umbria, 936 in Provincia di Trento, 815 in Provincia di Bolzano, 518 in Basilicata, 306 in Molise, 146 in Valle d’Aosta.

Dalla data di attivazione della nuova procedura, il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 4.565.253 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.383.866 in Lombardia, 620.759 in Lazio, 403.075 in Veneto, 314.010 in Emilia Romagna, 303.974 in Sicilia, 280.856 in Campania, 190.178 in Piemonte, 163.385 in Puglia, 158.191 in Toscana, 141.586 in Marche, 122.193 in Calabria, 90.624 in Abruzzo, 69.582 in Provincia di Bolzano, 60.925 in Liguria, 56.453 in Sardegna, 50.149 in Friuli Venezia Giulia, 46.973 in Provincia di Trento, 46.265 in Umbria, 30.860 in Basilicata, 16.116 in Molise, 15.233 in Valle d’Aosta.

09 Febbraio 2011