Una seconda occasione per DigitPA

IL NUOVO CAD

All'ente diretto da Francesco Beltrame spetterà l'elaborazione delle regole tecniche e attuative

di Federica Meta
Due anni nell’ombra. Risorse tagliate - l’ultima Finanziaria ha previsto fondi per 7 milioni di euro a fronte dei 15-18 necessari allo svolgimento delle attività - con tanto di contratti e comandi da altre amministrazioni non riconfermati (il numero di addetti è sceso da 250 a poco più di 100) e parte delle funzioni prese in carico dal Dipartimento della Digitalizzazione e Innovazione Tecnologica del ministero della PA e Innovazione.

È la situazione critica in cui versava DigitPA fino al novembre dello scorso anno, ovvero fino quando Palazzo Vidoni ha finalmente deciso per lo stop al commissariamento e nominato alla presidenza Francesco Beltrame, docente universitario di fama e ricercatore di lunga data del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

E proprio a Beltrame toccherà gestire la “seconda vita” dell’ex Cnipa, tornato agli antichi fasti grazie al varo della versione aggiornata del Codice dell’Amministrazione digitale. L’ente accompagnerà e sosterrà gli enti locali e centrali tramite l’elaborazione delle regole tecniche ed attuative.

DigitPA si è già messo a lavoro, identificando alcune macro-aree di intervento prioritario, prima fra tutte quella dell’identificazione digitale (che nel Cad del 2005 era chiamata “autenticazione”). Saranno varate norme applicative che permetteranno a cittadini e imprese di identificarsi una sola volta davanti all’ente pubblico: il Cad traccia una modalità di identificazione basata sulla Posta elettronica certificata che, oltre a canale di comunicazione preferenziale, diventerà una sorta di “traccia elettronica” dell’utente.
Altra area di intervento sarà quella relativa al disaster recovery, che, oggi più di prima, assume una forte rilevanza nell’ambito un contesto di continuità operativa in grado di fornire il “polso” dell’efficienza della macchina pubblica. Non meno importante l’azione di elaborazione di regole tecniche per la creazione, la gestione e la circolazione dei documenti elettronici (workflow documentale) che garantiscano all’utente la tracciabilità di qualunque pratica richiesta alla PA.

E last but not least, le regole per la strutturazione di banche dati che dovranno assicurare, allo stesso tempo, tutela della privacy e facilità di accesso alle informazioni.

“Con il nuovo Cad vengono ampliate le funzioni tradizionali di DigitPA - spiega il direttore generale Giorgio De Rita - Una sfida che siamo pronti ad accettare non solo perché rappresenta un occasione per l’ente stesso, ma soprattutto perché innesca un cambio di marcia sulla strada della modernizzazione della amministrazione pubblica, in un momento storico ed economico in cui diventa prioritario puntare a recuperare efficienza e competitività a vantaggio di tutto il sistema Paese”.
Ma sarà realmente pronto l’ex Cnipa a portare a termine il suo compito, nonostante il taglio dei fondi a cui abbiamo accennato sopra? De Rita non ha dubbi anche perché “già dalla fine dello scorso anno abbiamo preso provvedimenti per rimetterci in marcia”.

“L’ultima Finanziaria ha quasi dimezzato le risorse di provenienza statale, stanziando 7 milioni - ammette - Per colmare il gap finanziario rispetto agli anni precedenti abbiamo deciso di optare per l’autofinanziamento, in linea con la qualifica di DigitPA da tempo non Authority, ma ente pubblico non economico. In pratica le pubbliche amministrazioni che fruiscono dei nostri servizi di ‘consulenza’ pagano per la prestazione erogata”. Una scelta che finora si è dimostrata vincente e che ha permesso l’utilizzo di contratti per i dipendenti in linea con la contrattazione collettiva nazionale e una serie di azioni economico-finanziarie che hanno garantito un “pieno recupero di efficienza”, ci tiene a rimarcare De Rita.

Ma la seconda vita dell’ex Cnipa - nuove funzioni e nuove modalità di finanziamento - si svolge ancora nel solco del “core business” tradizionale. A Beltrame e il suo team di esperti spetterà, come in passato, esprimere pareri sui progetti elaborati dalle PA per applicare quanto previsto dal Codice; un compito questo - ammettono dell’ente - molto delicato, soprattutto in un momento di scarsi fondi per l’innovazione a disposizione delle piccole amministrazioni che, più delle grandi, si affidano alla consulenza.

“La nostra attività di gestione dell’Spc verrà ampliata - aggiunge infine De Rita - Toccherà ai nostri ingegneri trovare soluzioni efficienti di integrazione delle banche dati da strutturare in applicazione del Cad all’interno della rete pubblica”.

21 Febbraio 2011