Brunetta: "Dalla sanità digitale risparmi per 12 mld l'anno"

E-GOV 2012

Il ministro in audizione davanti alla Commissione parlamentare sull'Anagrafe tributaria: "Vantaggi economici pari all'11,4% della spesa sanitaria totale". Entro il 2012 digitalizzati tutti i servizi primari

di F.M.
Oltre 12 miliardi di euro di risparmi ogni anno grazie all’uso dell’Ict in Sanità. Il Brunetta lo ha sottolineato oggi davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria che ha audito il ministro sullo stato di avanzamento del programma di digitalizzazione della sanità italiana previsto dal Piano e-Gov 2012.
Nel corso dell’audizione il titolare di palazzo Vidoni ha illustrato il pacchetto integrato di iniziative in corso nell’e-Health: dalla trasmissione online dei certificati medici alla ricetta medica elettronica, passando per il fascicolo sanitario elettronico e i centri unici di prenotazione.
“I risultati finora raggiunti - ha spiegato Brunetta - portano a guardare con ottimismo ai prossimi passi da compiere, soprattutto tenendo conto dei significativi benefici che derivano dall’applicazione delle nuove tecnologie digitali all’intero comparto della salute. Sviluppare l’e-Health in Italia è un nostro impegno prioritario: come confermano anche alcune stime elaborate da Confindustria, grazie all’introduzione delle Ict nella Sanità è infatti possibile ottenere un risparmio complessivo pari a 12,4 miliardi di euro in un anno (pari all’11,7% della spesa sanitaria). Proprio per questo il Piano e-Gov 2012 ha previsto per la Sanità un portafoglio di interventi condiviso da tutte le amministrazioni operanti a livello centrale, regionale e locale, in grado di aumentare il tasso di adozione delle Ict nel settore e garantire uno sviluppo omogeneo dei servizi primari sul territorio, creando le precondizioni per l’offerta di servizi ad alto valore aggiunto. L’obiettivo è far sì che entro il 2012 siano semplificati e digitalizzati i servizi elementari e create le infrastrutture per una erogazione di servizi sanitari sempre più vicini alle esigenze dei cittadini, migliorando il rapporto costo-qualità e limitando sprechi/inefficienze”.

Il ministro Brunetta si è soffermato in particolare sulla trasmissione online all’Inps dei certificati di malattia di tutti i dipendenti pubblici e privati, definendola “una riforma win-win-win in cui vincono tutti: cittadini, imprese, medici, Inps e Regioni. “Il sistema è ormai pienamente operativo e diffuso in modo uniforme in tutto il Paese, anche grazie al costruttivo confronto con le organizzazioni rappresentative dei medici, alla collaborazione con le altre amministrazioni, con le Regioni e tutti gli attori del comparto Salute – ha proseguito - Siamo di fronte a una storia di successo: dall’aprile 2010 a oggi sono stati trasmessi online all’Inps oltre 6 milioni di certificati di malattia (pari a oltre il 90% dei certificati acquisiti) e attualmente almeno 9 medici di medicina generale su 10 usano ormai abitualmente la nuova procedura”.
Il nuovo sistema, ormai pienamente a regime, impatta favorevolmente su circa 17 milioni di lavoratori dipendenti (di cui 13,5 milioni del settore privato), oltre 6,1 milioni di imprese e circa 180.000 medici (di 57.000 medici di famiglia).

“Questa riforma segna un importante passo in avanti nel processo di modernizzazione del Paese, dal momento che imprime una forte accelerazione alla realizzazione di servizi innovativi sempre più vicini alle esigenze di cittadini e imprese, oltre che nella direzione di un considerevole risparmio di risorse pubbliche – ha concluso - Come noto, la nuova procedura produce infatti risparmi immediati a favore dell’Inps (derivante dall’abolizione del processo di data entry dei certificati di malattia cartacei, che prima occupava 500 addetti), delle imprese (derivante dalla possibilità di un monitoraggio più efficace dell’assenteismo) e degli stessi lavoratori dipendenti (derivante dall’abolizione dell’invio con raccomandata del certificato di malattia all'Inps e al datore di lavoro, per un costo stimato di circa 100 milioni di euro l’anno)”.

02 Marzo 2011