Fascicolo sanitario elettronico, Pizzetti: "Sulla privacy decida il paziente"

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Secondo il Garante è l'utente che deve dare il consenso sulle informazioni inserite nella cartella digitale: "In caso di impossibilità possono intervenire i parenti, come prescitto dalla legge"

di F.M.
'Il dato imprescindibile del fascicolo sanitario elettronico è che un paziente deve essere libero di decidere se vuole o meno inserire i suoi dati'. Lo ha affermato Francesco Pizzetti, Garante per la privacy, a margine di un seminario presso l'universià Cattolica del Sacro Cuore di Roma sulla sperimentazione biomedica.
Il Garante ha precisato che l'accesso al fascicolo elettronico è consentito a tre soggetti: i medici, il Pronto Soccorso e soggetti terzi, in questo caso, solo se autorizzati dal paziente.
Per quanto attiene ai medici, Pizzetti sottolinea che l'accesso è concesso solo a quelli che curano il paziente, che possono o inserire nuove informazioni o semplicemente consultare il fascicolo elettronico. Se l'individuo non è in condizioni di consentire l'accesso al fascicolo elettronico, allora, secondo Pizzetti,  può provvedere "un congiunto, un familiare o una persona che tutela il malato. In questo caso, si attiva la normale procedura prevista dalla normativa sanitaria".
"Siamo soddisfatti - ha aggiunto Pizzetti - che nel disegno di legge sul fascicolo elettronico siano state recepite le nostre prescrizioni ma non poteva che essere così, perché con le nostre linee guida, elaborate congiuntamente con le Regioni e l'Istituto Superiore di Sanità è stato colmato un vuoto normativo e ora tali prescrizioni hanno trovato un assetto legislativo".
'In questo contesto - ha concluso il Garante - si è dimostrato il ruolo importante dell'Autorità garante che si è sostituita al legislatore, in attesa che si provvedesse a normare"

24 Marzo 2011