Brunetta: "Per l'e-gov banda larga non indispensabile"

IL MINISTRO BRUNETTA

Il ministro della PA e Innovazione: "Tutti i progetti messi in campo finora hanno usufruito delle reti esistenti". E accusa le imprese: "Ritardo digitale rispetto alla PA"

di Federica Meta
“All’e-Gov non serve la banda larga. Tutti i progetti messi in campo dal 2009 ad oggi, dalla Pec fino ai certificati di malattia online, sono stati supportati con le reti esistenti”. Lo ha detto il ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, aprendo il convegno “Italia digitale”, organizzato da DigitPA per fare il punto sui programmi Ict pubblici.

“Certamente - ha poi puntualizzato il ministro – trovare gli 800 milioni di euro per ridurre il digital gap è importante perché si tratta di investimenti di sistema che potranno migliorare anche le performance delle prestazioni online, oltre che rilanciare l’economia tutta”.
Secondo Brunetta più che un “fatto di banda”, l’e-Gov “è una questione di cultura, di organizzazione e di capitale umano che devono – e noi lo abbiamo fatto – tornare al centro di ogni azione innovativa”.

Oltre a “derubricare” il tema del broadband, il ministro si è spinto oltre sottolineando “il ritardo digitale del mondo delle imprese rispetto alla PA italiana” che in soli due anni è balzata ai primi posti della classifica Ue dei Paesi più digitalizzati.
“Per questo - ha concluso Brunetta – invito tutte le associazioni del mondo produttivo, da Confindustria fino a Reti Imprese Italia, a spingere sui progetti Ict nelle aziende perché ci sia una maggiore capacità di dialogare per via telematica”.

Nell’indagine “European e-Government Benchmarking 2010” la Commissione europea ha infatti attestato che l’Italia è tra i Paesi con i migliori risultati in tema di e-Government: prima per disponibilità e seconda (al 99% dell’indicatore) per qualità e innovazione dei 20 servizi prioritari per i cittadini e le imprese. Inoltre la disponibilità telematica dei servizi prioritari ha raggiunto il 100% (era il 69% nel 2009), contro una media europea che si ferma all’82%. La qualità dei servizi offerti è al livello più alto per la quasi totalità dei 20 servizi prioritari: insieme a Germania, Svezia e Portogallo, l’Italia è al 99% rispetto alla una media Eu27 che si assesta a circa l’89%.

All’evento promosso da DigitPA è intervenuto Deok-Seob Shim, direttore generale del ministero della PA e Sicurezza della Repubblica di Corea, il Paese – stando ai dati Ocse – più digitale al mondo sia per diffusione di banda larga sia per servizi pubblici.
“Il nostro piano di e-Gov è iniziato già alla fine degli anni Ottanta – ha spiegato Shim – e oggi abbiamo digitalizzato completamente sia il back office, con l’introduzione di soluzioni Ict e la connessione telematica tra i diversi dipartimenti pubblici, sia il front office con l’erogazione dei servizi all’utente”.

La Corea del Sud è stato il primo Paese ad erogare prestazioni riguardanti servizi doganali e brevetti esclusivamente per via telematica.
“Il nostro obiettivo, che contiamo di raggiungere entro il 2014 – ha concluso - è quello di passare dall’e-Gov allo smart gov, ovvero a una PA che sia presente anche sulle piattaforme mobili e che salga sul treno delle tecnologie di ultimissima generazione, come il cloud computing che contiamo di diffondere massicciamente per supportare back e front office”.

28 Marzo 2011