Un catalogo per i beni dell'Ict

PA DIGITALE

di Federica Meta
«Per E-gov 2012 speriamo nella collaborazione delle aziende del settore Ict per una completa, e magari anticipata, attuazione dei progetti più abilitanti». Con queste parole il ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, battezza il “nuovo corso” della collaborazione tra settore pubblico e aziende aperta dal piano telematico nazionale. Fabio Pistella, presidente del Cnipa che si accinge a cambiare nome (e mission) in Digit@PA, raccoglie la sfida, puntualizzando però la necessità di rivedere le procedure e le disposizioni relative ai bandi di gara che, spesso, sono il bandolo dell’intricata matassa nei rapporti tra imprese e settore pubblico.
“Soprattutto nell’acquisto di Ict è necessario che le PA sappiano valutare ex ante la tipologia di prestazioni e di risultati che “comprano” con le nuove tecnologie - puntualizza Pistella -. In questo senso non si tratta solo di prestare maggiore attenzione alle esigenze dei singoli enti - quello va da sé - quanto poter fare affidamento su strumenti che supportino tale valutazione”. Pistella auspica la creazione di un catalogo contenente le funzionalità e gli standard relativi ai possibili beni da acquistare.
“Quello che serve deve essere catalogato - specifica -. Sembrano questioni facilmente risolvibili, ma in realtà si vanno a scontrare con un contesto eccessivamente articolato che vede un numero altissimo di stazioni appaltanti, ognuna con i suoi criteri di valutazione e procedura”. Cosa servirebbe dunque? Prima di tutto concentrare queste stazioni (che sono circa 20mila) e poi garantire le competenze delle commissioni aggiudicatrici, composte da esperti legali che , però, poco conoscono il settore Ict.
“Se a questo si aggiunge un rilancio del project financing, dove si dividono rischi ma anche risultati, il rapporto tra pubblico e privato avrebbe nuova linfa”, conclude il numero uno del Cnipa. Della necessità di ripensare i bandi di gara è convinto anche Alberto Tripi, delegato della presidenza di Confindustria per l’e-gov. “La creazione di un catalogo contenente standard e specifiche tecniche è senza dubbio utile - precisa Tripi - ma, a mio avviso, dovrebbe andare di pari passo con la creazione di un registro da hoc in cui siano indicati i membri delle commissioni giudicatrici e le loro competenze Ict”. Il registro dovrebbe essere messo a punto e gestito dall’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici di lavoro, servizio e fornitura. La questione delle competenze tecniche non riguarda solo i commissari, ma le stesse amministrazioni pubbliche, soprattutto quelle locali (Pal), che spesso si trovano ad elaborare capitolati densi di tecnicismi. E se sui tecnicismi nulla si può fare quando si tratta di Ict, qualcosa si può fare per aitare le PA a fare un capitolato. “Le Pal non devono essere lasciate sole nella stesura dei bandi e dei capitolati - azzarda il delegato di Confindustria per l’e-gov -. In questo senso Cnipa e Consip potrebbero essere rivestite dell’autorità di collaborare con le amministrazioni, la prima mettendo a disposizione il suo know how tecnologico, la seconda quello procedurale”.
In questo modo le gare sarebbero pià snelle e si eviterebbero costosi e lunghi ricorsi al Tar.

18 Maggio 2009