Broggi: "Con il Cad nasce l'IT consapevole"

L'INTERVISTA

L'Ad di Consip: "L'uso sapiente dell'hi-tech è la chiave della PA digitale"

di Federica Meta
Anche Consip scende in campo per raggiungere gli obiettivi del nuovo Codice dell’amministrazione digitale. E lo fa mettendo a disposizione skill e soluzioni dedicate al mercato dell’e-procurement. A spiegare il ruolo di Consip nel nuovo quadro tracciato dal Cad, l’amministratore delegato della Spa del Mef, Danilo Broggi.

Da esperto di PA e addetto ai lavori, come giudica il testo aggiornato del Codice digitale?
Il nuovo Cad rappresenta un vademecum completo e puntuale sulla modernizzazione della PA attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Il valore aggiunto riguarda il concetto di “uso sapiente” dell’Ict che non si deve porre l’obiettivo di innovare solamente gli strumenti ma soprattutto rivedere i processi, nell’ottica di una maggiore efficienza del back office e, conseguentemente, del front office. L’applicazione del Codice digitale mitigherà gli effetti della frammentazione che caratterizza il nostro Paese, contribuendo a diffondere le best practice e a sviluppare standard comuni.

Come si inserisce l’attività di Consip in questo contesto?
La nostra attività non è rivolta al semplice sviluppo di soluzioni efficienti per gli acquisti pubblici online ma alla creazione di una “cultura” della digitalizzazione proprio attraverso quelle stesse soluzioni. Un esempio è la nuova piattaforma targata Consip, caratterizzata da un alto livello di flessibilità e di personalizzazione, che getta le basi per un’ulteriore diffusione delle nuove tecnologie applicate al ciclo degli acquisti e viene incontro alle esigenze diverse di PA e fornitori. Lo sviluppo di questa soluzione colloca Consip a livello di eccellenza europea. Si tratta infatti di una piattaforma proprietaria che la società ha profilato in autonomia, acquistando i sorgenti e non, come avviene normalmente, adattando piattaforme commerciali. Un progetto che può essere a buon titolo considerato un “unicum” in Europa e nel mondo. A sei settimane dal suo avvio la piattaforma ha già consentito di gestire 12mila ordini su convenzioni e Mercato elettronico della PA (Mepa) e oltre 2.500 richieste d’offerta, ovvero “mini-gare” online.

A proposito di Europa, come si colloca l’Italia nell’utilizzo dell’e-procurement rispetto agli altri Paesi?
Se compariamo il nostro Paese con i livelli di utilizzo comunitario, siamo perfettamente in linea con la media europea. Se invece guardiamo alla dinamica del mercato nazionale, rileviamo un trend di crescita costante nell’utilizzo dell’e-procurement. Detto questo, va ricordato che gli acquisti pubblici online sono ancora in una fase iniziale nella quale serve puntare con forza allo sviluppo di tecnologie abilitanti e, soprattutto, diffondere una cultura dell’innovazione tra le pubbliche amministrazioni e le imprese. E in tale percorso è importante tenere l’Europa come benchmark di riferimento, anche in vista della creazione di un mercato unico dell’e-procurement. Va letto in questa chiave il progetto Peppol (Pan European Public Procurement Online) dove Consip coordina il gruppo di lavoro sul “catalogo elettronico”: un modello organizzativo e una soluzione tecnologica per la creazione di cataloghi elettronici standard e multilingue, destinati alle pubbliche amministrazioni europee che fanno acquisti di beni o servizi in via telematica.

Lei ha citato le imprese. In Italia, soprattutto quelle medio-piccole che sono l’architrave del sistema economico, trovano forti difficoltà a realizzare progetti di innovazione. Come si sta muovendo Consip per permettere alle piccole e medie di diventare fornitori della PA?
Consip lavora a stretto contatto con Piccola Industria, l’associazione di Confindustria che raccoglie le piccole imprese, con l’obiettivo di garantire alle società più piccole la possibilità di misurarsi con il mercato delle forniture pubbliche. Nell’ambito di questa partnership abbiamo aperto circa 180 sportelli per erogare servizi di supporto alle aziende locali nell’utilizzo del Mepa e degli altri strumenti innovativi d’acquisto della Pubblica amministrazione, anche attraverso eventi e seminari di approfondimento dedicati. Già oggi sul Mercato elettronico della PA sono attive 3.685 Pmi, di cui il 65% di micro-aziende e il 25% di piccole imprese, con oltre 77mila transazioni per un transato di oltre 254 milioni di euro nel 2010.

18 Aprile 2011