E-health, l'Europa segna il passo

DIGITAL AGENDA

Le rilevazioni della Commissione Ue mostrano uno scenario in chiaro-scuro: il 90% degli ospedali continentali è dotato di connessioni broadband ma solo il 4% consente la fruizione di servizi da remoto da parte dei pazienti. Telemedicina adottata da appena l'8% delle strutture

di Patrizia Licata
Gli ospedali europei ancora non sfruttano a pieno le potenzialità offerte dalla gestione elettronica della sanità. Secondo un sondaggio condotto per conto della Commissione europea, anche se più del 90% degli ospedali europei è connesso alla banda larga e l’80% possiede sistemi di archiviazione elettronica dei dati dei pazienti, solo il 4% offre ai pazienti accesso online alle cartelle cliniche. Gli ospedali europei sono più avanzati di quelli americani nella capacità di ricorrere a consulenze di medici esterni, ma restano indietro nell’uso dell’eHealth per visionare risultati di laboratorio o immagini radiologiche e nell’offrire servizi per i pazienti.

Il sondaggio fornisce dati utili per il lavoro della Eu eHealth Task Force, il cui compito è valutare il ruolo delle tecnologie Ict nell’assistenza sanitaria e sociale e suggerire modi in cui le Ict possono accelerare l’innovazione in ambito sanitario a beneficio di pazienti, medici e strutture ospedaliere.

Come noto, la EU eHealth Task Force si è riunita ieri per la prima volta a Budapest nell’ambito della eHealth week (10-12 May). L’adozione delle tecnologie per l’eHealth in Europa, allo scopo di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, ridurre i costi medici e aiutare i malati cronici a condurre una vita indipendente, rappresenta un obiettivo chiave all’interno della Digital Agenda for Europe, che, ad esempio, richiede che entro il 2015 i pazienti europei abbiano accesso online ai loro dati medici.

Le applicazioni dell’eHealth svolgono un ruolo sempre più importante negli ospedali europei, riconosce lo studio della Commissione Ue, ma l’adozione delle tecnologie Ict varia di molto da Paese a Paese: i leader, come in altri settori, sono gli scandinavi. Il sondaggio della Commissione è stato realizzato con i dati di 906 ospedali pubblici e privati nel 2010 in tutti e 27 i membri Ue, più Croazia, Islanda e Norvegia.

Le grandi strutture pubbliche o universitarie sono solitamente più avanzate delle piccole cliniche private: il 92% dei grandi ospedali è connesso alla banda larga e il 41% ha connessioni ad almeno 50Mbps; l’81% ha sistemi di archiviazione elettronica dei dati dei pazienti; il 71% usa sistemi di prenotazioni online per gli appuntamenti; il 61% ha un sistema di archiviazione e comunicazione basato su It; il 43% scambia elettronicamente immagini radiologiche e il 39% usa anche sistemi di videoconferenza per consulti con medici esterni.

Meno diffusi i servizi per i pazienti, come le ricette online, il monitoraggio a distanza o l’accesso via Internet dei pazienti alle proprie cartelle cliniche: solo il 54% degli ospedali Ue ha il wifi; solo il 30% usa le prescrizioni elettroniche per i farmaci; solo l’8% permette ai pazienti di prenotare da sè gli appuntamenti via Internet; appena l’8% può monitorare i pazienti a casa; il 5% ha qualche forma di scambio di dati clinici con medici di altri Paesi Ue; solo il 4% permette ai pazienti di accedere online alla propria cartella clinica.

11 Maggio 2011