E-gov, Istat: Italia sul podio. Brunetta: "Un successo la riforma della PA"

IL RAPPORTO

Il nostro Paese in prima posizione insieme ad Austria, Irlanda, Malta, Portogallo e Svezia per digitalizzazione dei servizi pubblici. Interattività disponibile per il 98% delle prestazioni

di Federica Meta
“Il Rapporto annuale Istat presentato questa mattina al Parlamento evidenzia il successo delle politiche di E-governement attuate nell'ambito della Riforma Brunetta della pubblica Amministrazione”. Lo sottolinea in una nota Palazzo Vidoni, aggiungendo che “la disponibilità di servizi online per imprese e cittadini è la leva che può contribuire a raggiungere gli obiettivi posti per ricerca e sviluppo dalla Strategia Europa 2020”.

L’Istat nota “l’ottimo risultato conseguito dalle iniziative per l’e Government, che nel 2010 hanno portato l’Italia al vertici della graduatoria europea, con la totalità dei servizi considerati erogabili elettronicamente e un elevato grado di interattività di quelli offerti alle imprese e ai cittadini, anche da parte delle amministrazioni pubbliche locali".

I risultati della rilevazione mostrano come nel 2010 l'Italia si collochi prima nel ranking europeo, insieme ad Austria, Irlanda, Malta, Portogallo e Svezia, con la totalità dei servizi considerati erogati elettronicamente (media Ue pari all'84,3%). Molto soddisfacente per l'Italia risulta anche il grado di interattività dei servizi offerti, pari al 98% per i servizi destinati alle imprese e al 99 % per quelli offerti ai cittadini (i valori medi europei sono, rispettivamente, pari al 94% e all'87%).

Rispetto agli anni precedenti (2007-2009), quando la percentuale di disponibilità dei servizi era pari al 70%, l'Italia registra un progresso consistente. Tra i Paesi di maggiori dimensioni, dove le quote superano ovunque l'85%, la Francia segna i risultati più contenuti in termini di livelli e di variazioni nel quadriennio considerato.
Il traguardo raggiunto dall'Italia premia la trasformazione dei servizi destinati alle imprese, per i quali la quota della completa automazione online cresce di 12,5 punti percentuali, ma soprattutto di quelli destinati ai cittadini, più che raddoppiati dal 2007. Gli avanzamenti realizzati nelle infrastrutture a servizio delle imprese e dei cittadini porteranno un'accelerazione del processo di crescita di competitività del Paese, in linea con il modello proposto dalla Commissione europea.

L'Istat documenta anche che nel 2010 l'83,% delle imprese italiane ha utilizzato i servizi offerti online dalla PA (oltre il 95% tra le imprese con almeno 50 addetti); che il 77,7% fruisce di servizi di tipo non esclusivamente informativo; che poco più della metà utilizza i servizi di e-Government per inviare alle amministrazioni moduli compilati e che il 46,4 svolge procedure amministrative interamente per via elettronica. In quanto istituto responsabile della rilevazione dei dati nell'ambito dei progetti di misurazione degli oneri amministrativi, l'Istat evidenzia inoltre l'importanza per la competitività del nostro Paese dell'azione operata sul fronte della riduzione degli oneri amministrativi.

“Il Piano per la semplificazione amministrativa 2010-2012 condiviso con le associazioni imprenditoriali - si legge ancora nel Rapporto annuale - prevede: il completamento delle attività di misurazione entro il 2012, con un risparmio atteso di almeno 17 miliardi di euro per le imprese; l'estensione della misurazione degli oneri alle Regioni e agli Enti locali; la semplificazione mirata per le Pmi sulla base del criterio di proporzionalità. La riforma della Pubblica Amministrazione e la semplificazione sono state anche inserite nel Pnr, il quale pone l'accento sul ruolo della modernizzazione del settore pubblico e della semplificazione amministrativa e normativa nel favorire la sostenibilità dei conti pubblici e la competitività. Il programma di semplificazione include forti riduzioni degli oneri burocratici, amministrativi e fiscali per cittadini e imprese. Per le imprese, in particolare, si valuta che l'insieme degli interventi previsti - alcuni già approvati, altri pianificati - comporti un abbassamento di oltre 11 miliardi di euro dei costi legati agli oneri".

In particolare, si precisa, tale riduzione interessa le aree lavoro e previdenza, prevenzione incendi, paesaggio e beni culturali, ambiente e fisco per circa 6,9 miliardi di euro e che questa sale a 7,8 miliardi di euro se si aggiungono le riduzioni in materia di privacy e appalti. Gli interventi in programma per le successive attività di rilevazione, misurazione e riduzione nelle aree politiche agricole, sviluppo economico, interno, salute, statistica, giustizia, economia e finanza porteranno a un ulteriore risparmio stimato in 3,8 miliardi di euro.

23 Maggio 2011