I parlamentari dell’innovazione al ministro Giannini: “Open data per le università”

Far incontrare domanda e offerta di lavoro: questo l’obiettivo alla base della richiesta dell’intergruppo nato per spingere l’adozione dell’Agenda digitale. “Bisogna mettere gli studenti nelle condizioni di valutare le probabilità di impiego”

Pubblicato il 17 Apr 2014

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Non sono una commissione vera e propria, e quindi non hanno a disposizione uffici e personale. Ma hanno ovviato a questo “inconveniente” lavorando insieme in cloud, mettendo a punto, condividendo, limando e infine licenziando un documento che ora è all’attenzione del ministro all’Istruzione, Stefania Giannini.

E’ l’ultima iniziativa dell’intergruppo parlamentare per l’innovazione tecnologica, che conta su più di 50 aderenti tra tutti i gruppi politici e i due rami del Parlamento, e che nasce con l’obiettivo di supportare l’implementazione dell’Agenda Digitale e la diffusione dell’innovazione tecnologica nel Paese.
Con l’iniziativa di oggi i membri dell’intergruppo chiedono al Miur “di diffondere in modalità Open data i dati relativi alle iscrizioni alle diverse facoltà universitarie”, insieme a quelli “sulle richieste di figure professionali provenienti dal mercato del lavoro”, perché si possano creare “piattaforme che consentano agli studenti una valutazione approfondita e basata su dati, relativamente alle probabilità di impiego futuro conseguenti alla scelta di un determinato percorso universitario”.
“Questa iniziativa – afferma Stefano Quintarelli, deputato di Scelta civica e promotore del gruppo – avrebbe un costo nullo per lo Stato ma sarebbe di grande utilità per i ragazzi in un momento delicato come quello della scelta universitaria. Si potrebbe, senza imporre decisioni dall’alto, ma fornendo informazioni complete e utili, favorire quel riallineamento tra domanda e offerta di lavoro che da tempo manca nel nostro Paese”.

“L’implementazione dell’Agenda Digitale – aggiunge Deborah Bergamini, parlamentare di Forza Italia – non si fa soltanto con le infrastrutture fisiche, che pure sono ovviamente fondamentali. E’ necessario anche un cambio di mentalità e abitudini, a partire da quelle della Pubblica amministrazione, perché le opportunità offerte dalle tecnologie vengano sfruttate appieno per offrire servizi utili e più vicini ai cittadini, e anche per risparmiare”.

“Lo spirito dell’Intergruppo – continua Ivan Catalano, che siede alla Camera negli scranni del Gruppo Misto – è di essere sentinelle digitali attive nelle istituzioni. L’innovazione, del
resto, è un tema trasversale che può trovare applicazione in molti ambiti diversi”.
“Per questo – prosegue Paolo Coppola, deputato del Pd – vogliamo lavorare come se fossimo una vera Commissione, di cui ci sarebbe estremo bisogno, monitorando e valutando tutti i provvedimenti in esame nelle due Camere e suggerendo modifiche migliorative laddove le potenzialità e le opportunità offerte dalla tecnologia non siano tenute debitamente in conto”.
Ma negli ultimi giorni l’intergruppo si era attivato anche in Commissione Cultura, su un provvedimento che riguardava le scuole nelle piccole isole e nelle località disagiate, in Commissione Ambiente, per inserire migliorie tecnologiche, alcune delle quali confermate ieri dal voto alla Camera, nella legge che istituisce il Sistema nazionale delle agenzie ambientali, e in Aula contro la cosiddetta Web Tax e in materia di equo compenso.
Gli altri firmatari della lettera al Ministro Giannini sono i senatori Alberto Airola (M5S), Cinzia Bonfrisco (Fi), Pietro Liuzzi (Fi), Paolo Naccarato (Ncd), Giovanni Piccoli (Fi) e Maurizio Rossi (Pi), e i deputati Lorenzo Basso (Pd), Lorenza Bonaccorsi (Pd), Ilaria Capua (Sc), Maria Chiara Carrozza (Pd), Paolo Coppola (Pd), Luigi Dallai (Pd), Gianpiero D’Alia (Pi), Marco Di Maio (Pd), Maria Chiara Gadda (Pd), Giancarlo Galan (Fi), Adriana Galgano (Sc), Chiara Giribaudo (Pd), Antonio Palmieri (Fi) Veronica Tentori (Pd).

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