Shuttle, in orbita l'ultima navicella. La Nasa: "Fine di un'era"

IL LANCIO

Con il lancio dell'Atlantis, oggi da Cape Canaveral, va in pensione il progetto spaziale battezzato nel 1981: 135 missioni e 870 milioni di km "macinati" nello Spazio. A bordo anche tecnologia tricolore. Saggese (Asi): "Per l'Italia bilancio positivo"

di Federica Meta
Per la Nasa "è la fine di un'era". Da Cape Canaveral, in Florida, lo shuttle Atlantis è partito oggi per l'ultima volta verso la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) con la missione Sts-135. Dopo trent'anni e 135 missioni, 870 milioni di chilometri percorsi, termina il programma spaziale americano iniziato il 12 aprile 1981. Le uniche tre navicelle rimaste - Discovery, Endeavour e Atlantis - troveranno posto nei musei.

A bordo della navicelle è ospitato il modulo abitativo italiano Mplm (Multi Purpose Logistic Module) Raffaello, realizzato da Thales Alenia Space per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, che per la quarta volta raggiungerà la casa orbitante. Cinque delle ultime sei missioni del programma shuttle realizzate in questo anno e mezzo hanno visto la presenza rilevante dell’Italia. Attrezzature e astronauti italiani sono stati protagonisti di questo importante biennio nella vita e nella messa a punto della Stazione. Dall’arrivo del Nodo3 e della Cupola Stazione, l’Italia, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana, ha messo a segno importanti successi e riconoscimenti internazionali nel settore spaziale. Oltre la metà delle stanze dove vivono gli astronauti sono state realizzate nel nostro Paese. A Torino nei laboratori di Thales Alenia Space sono stati ideati e sviluppati importanti componenti della Stazione Spaziale, tra cui la Cupola, punto di osservazione rivolto verso la Terra e i moduli abitativi Nodo 2 e 3. Thales Alenia Space, attiva nella progettazione e costruzione di moduli pressurizzati da oltre 30 anni, fornisce, attraverso Asi ed Esa, un contributo di riconosciuto prestigio internazionale, realizzando oltre il 50% del volume abitabile dell’intera Stazione.

“Una missione conclusiva la Sts-135, composta da quattro astronauti che avranno il compito storico – spiega il presidente dell’Asi, Enrico Saggese - di concludere una straordinaria stagione di voli umani spaziali. Si è trattato di un grande traguardo tecnologico che ha permesso non solamente di costruire la ISS ma di realizzare importanti missioni di studio. Il ruolo dell’Italia in questi tre decenni è stato fondamentale e di grande significato.

“Per l’Italia il bilancio conclusivo è molto positivo, non solamente perché ha realizzato oltre la metà della parte abitabile della Stazione. Grazie alla collaborazione tecnologica con gli Usa –sottolinea Saggese – abbiamo stabilito un forte legame e lavorato a stretto contatto con la Nasa, tanto da essere considerati partner privilegiati. Abbiamo investito molto, intellettualmente e industrialmente, e siamo diventati tra i primi player al mondo nel realizzare strutture adatte alla vita nello spazio. Oggi si chiude, quindi, un’era ma siamo certi che il futuro ci aprirà nuovi e importanti traguardi. Una nuova frontiera che ci vedrà ancora una volta protagonisti di primo piano”.

L’attracco temporaneo di Raffaello al Nodo2, Harmony, alla Stazione Spaziale Internazionale avverrà l’11 luglio. Nei successivi quattro giorni gli astronauti trasferiranno il contenuto del modulo nella ISS e lo riempiranno con i materiali che dovranno tornare sulla Terra.

Il 16 luglio Raffaello sarà sganciato dal Nodo2 per essere ricollocato nel cargo bay dello Shuttle e, il giorno successivo, una data che resterà nella storia delle esplorazioni spaziali, l’Atlantis si staccherà per l’ultima volta dalla stazione spaziale. Si chiude così una era trentennale iniziata il 12 aprile del 1981, nel giorno del ventesimo anniversario del lancio di Jurij Gagarin, primo uomo nello spazio. Venti anni irripetibili ed entusiasmanti, iniziati con il volo di Gagarin, culminati con il lancio dello shuttle e arricchiti dalla realizzazione dello Skylab, prima stazione spaziale statunitense.

Ben tre di questi moduli sono stati forniti alla Nasa tramite l'Asi: Leonardo, Raffaello e Donatello, tutti progettati per una vita operativa di 10 anni e 25 missioni. Il primo della serie, Leonardo, è stato anche trasformato, il 25 febbraio scorso, in modulo permanente, divenendo stabilmente parte della Iss, e attestando l’Italia come l’unico paese europeo ad avere un proprio modulo sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Ecco in pillole la storia dello Shuttle.

- 1981, IL PRIMO LANCIO DELLO SHUTTLE COLUMBIA: lo shuttle Columbia arriva a Palmdale, in California, il 25 marzo 1979. Il lancio è il 12 aprile 1981, ventesimo anniversario del primo uomo nello spazio. A bordo del Columbia gli astronauti John Young e Robert Crippen. Lo shuttle torna sulla terra il 14 aprile, 54 ore e mezza dopo.

- 1983, IN ORBITA IL LABORATORIO SPAZIALE: il 18 novembre 1983 parte la missione dello shuttle Columbia per portare nello spazio il primo modulo dello Spacelab, un laboratorio spaziale. Lo shuttle torna con successo sulla terra dieci giorni dopo.

- 1990, DISCOVERY PORTA IN ORBITA IL TELESCOPIO HUBBLE: il 24 aprile del 1990, lo shuttle Discovery porta in orbita il telescopio spaziale Hubble a una distanza di circa 600 chilometri. La missione dura cinque giorni: il Discovery atterra in California il 29 aprile.

- 1986-2003, GLI INCIDENTI DI CHALLENGER E COLUMBIA: quattordici astronauti perdono la vita nei due incidenti del 1986 e del 2003. L'esplosione del Challenger avviene appena 73 secondi dopo il decollo, il 28 gennaio 1986, per un guasto a una guarnizione. L'incidente al Columbia avviene il primo febbraio 2003: questa volta la navicella esplode durante la fase di rientro nell'atmosfera.

Gli astronauti che hanno viaggiato sullo Shuttle sono stati i n tutto 355, tra i quali gli italiani Umberto Guidoni, Roberto Vittori e Paolo Nespoli. Le donne astronauta sono state 48. Il costo totale del programma è stato di 196 miliardi di dollari.

08 Luglio 2011