Saggese: "Ricerca e Tlc, nello Spazio Italia leader stellare"

SPACE ECONOMY

Il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana parla della sua strategia: "Aiuteremo l'industria a costruire prodotti da vendere sul mercato mondiale". E sulle telecomunicazioni dice: "Niente fondi pubblici, mobiliteremo capitali privati"

di Gildo Campesato
"Il mio obiettivo? Mantenere, e se possibile rafforzare, la leadership italiana nel settore spaziale, in particolare attorno a tre eccellenze: ricerca scientifica, osservazione della terra, telecomunicazioni": Enrico Saggese, confermato per quattro anni alla presidenza dell’Asi, non nasconde le ambizioni.
I budget pubblici soffrono.
È vero, ma ciò richiede di individuare le priorità, concentrando le risorse disponibili nei settori dove l’Italia ha posizioni di eccellenza: lo spazio è certamente uno di questi. Quanto alla nostra crescita nelle telecomunicazioni, non useremo fondi pubblici ma mobiliteremo capitali privati in una logica di partnership pubblico-privato.
Obama ha rivisto la strategia spaziale e tagliato i fondi alla Nasa.
Il quadro è cambiato. Il ridimensionamento delle risorse rende ancora più sfidante per la Nasa riuscire a mantenere la leadership nel volo umano nello spazio. Tanto più che anche la Cina ha annunciato di volersi cimentare.
Basteranno i soldi?
Stanno emergendo idee nuove che tengono conto della situazione nuova. Se l’obiettivo Marte è ormai fuori dalla portata dei prossimi 20 anni, si sta valutando se trasformare la Stazione spaziale internazionale in un hub da utilizzare come “porto” e come “arsenale” per assemblarvi una spaceship per navigare tra luoghi diversi nello spazio.
Un progetto molto futuribile.
Ma anche molto attuale: ne parleremo alla Conferenza Internazionale di Lucca a inizio novembre. Secondo uno studio della Nasa, le tecnologie necessarie già sono disponibili, anche se ci sono ancora molti problemi da risolvere, a partire da quello fondamentale della sicurezza dell’uomo.
Quali appuntamenti sono più vicini?
Il telescopio Webb ci aiuterà a capire meglio come si è formato l’universo. Questo decennio sarà segnato dall’esplorazione del sistema solare. Italia e Esa sono molto attivi: BepiColombo andrà su Mercurio, Juno sta volando verso Giove con strumentazione italiana, ExoMars evolve come missione congiunta Esa-Nasa con l’Italia che potrebbe esercitare un ruolo di leadership.
L’osservazione della terra ci vede leader.
L’Europa è di fronte ad una scelta sul futuro di Gmes: osservazione della terra e sicurezza costituiranno un sistema globale europeo, una costellazione di sentinelle come Galileo? Oppure ci limiteremo a pochi nuovi lanci, con funzioni soprattutto di ricerca scientifica? L’Italia è comunque impegnata in altri progetti importanti: la seconda generazione di Cosmo, il lancio di Saocom, un satellite Cosmo-equivalente in banda L in collaborazione con l’argentina Conae, Prisma, un satellite iperspettrale, un satellite ottico ad alta risoluzione. Tutto ciò consoliderà la leadership italiana nell’osservazione della terra.
Quando il lancio di Vega?
Fra dicembre e gennaio. Quindi dovremo commercializzarne i servizi ma anche pensare al futuro: fare un “Veghino” più piccolo, 500 chili di capacità, ma molto meno costoso? Oppure conviene realizzare un “Vegone” più grande da 3,5 tonnellate che risponda a tutte le esigenze del cliente?
Che futuro avrà la base di Malindi?
Vogliamo rilanciarla. Contiamo di concludere entro questo mese un accordo ventennale con i keniani. Abbiamo chiesto di avere un terreno sufficientemente grande per una base di lancio in riva al mare: l’Italia può tornare ad essere un Paese lanciatore.
Avete costituito Asitel. Perché?
Asitel, una società privata partecipata al 100% da Asi, ci consentirà di entrare nelle Tlc spaziali attirando capitali privati. Non useremo assolutamente i soldi della ricerca in questo progetto, nemmeno all’inizio. Tutto verrà finanziato in una logica di mercato con partnership pubblico-privato. Questo riporterà l’Italia nel seno dei Paesi che hanno propri sistemi di telecomunicazioni spaziali. Sempre con capitali privati, abbiamo l’obiettivo di realizzare due satelliti di telecomunicazione.
Asitel già operativa?
Sì. Abbiamo firmato un accordo con Eutelsat in banda KA per commercializzare i servizi del loro satellite in banda Ka: abbiamo un’esclusiva per 550 megabit/s. Sempre in un satellite Eutelsat abbiamo due trasponditori capaci di ospitare sino a 20 canali tv. Stiamo parlando con la Rai, ma anche con broadcaster stranieri.
L’industria italiana, Pmi incluse, vi chiede supporto.
Asi si propone di svolgere un ruolo positivo per l’industria, Pmi incluse. Ma non vogliamo un’industria che sia totalmente dipendente da noi, bensì aiutarla a crescere, ad internazionalizzarsi, a costruire prodotti di eccellenza da vendere sul mercato mondiale. Per questo privilegeremo le tecnologie non fini a se stesse ma che possono trasformarsi in prodotti, in occasioni di mercato.

20 Settembre 2011