Alenia Aeronautica, lavoratori in piazza a Roma e Napoli

LAVORO

Manifestazioni e cortei per dire no al trasferimento degli stabilimenti in Piemonte e Lombardia. In attesa del vertice azienda-sindacati di giovedì, si mobilitano anche le istituzioni: in settimana il sindaco della Capitale Gianni Alemanno incontrerà l'Ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi. In Parlamento Pd e Pdl presentano due interrogazioni al ministro Tremonti

di F.Me.
A Roma e Milano scendono in piazza i lavoratori di Alenia Aeronautica, la società di Finmeccanica le cui sedi del centro-sud rischiano di chiudere per essere riaperte al Nord.
I 120 lavoratori  e i 30 dirigenti romani si sono riuniti in una delle due sedi capitoline dell'azienda, quella di via Campania - l'altra e in via Bona, al Tiburtino - per dire no alla chiusura e al trasferimento in Piemonte e Lombardia di personale e attività.

Intanto si mobilitano partiti ed istituzioni. Il sindaco Gianni Alemanno ha annunciato che in settimana incontrerà l'Ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi, mentre Renata Polverini intende fare visita al presidente della holding Pier Francesco Guarguaglini. Pd e Pdl hanno già presentato distinte interrogazioni parlamentari al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

Manifestazioni anche a Napoli, dove questa mattina hanno sfilato in corteo i circa 2500 lavoratori delle sedi di  Casoria, Pomigliano, Nola e Napoli Capodichino dove si è registrata un'adesione dell'80%.
''Dopo le manifestazioni di Pomigliano e Casoria, siamo qui a Napoli per far sentire anche al capoluogo campano il peso della situazione che si è determinata per i lavoratori di Alenia - ha spiegato il segretario della Uilm Campania, Giovanni Sgambati - Qui c'è il sindacato unito per scongiurare che il polo aerospaziale campano venga depauperato''.

''Ho fiducia che con l'impegno di tutti i livelli istituzionali - ha aggiunto Sgambati - si possa arrivare risultati concreti e visibili sapendo che e' aperto un confronto sindacale con il management e che riteniamo che vada concluso in tempi brevi assicurando maggiori certezze al consolidamento occupazionale ed industriale dell'area campana".

“I lavoratori di Alenia Aeronautica si stanno rivoltando contro il piano industriale presentato dai vertici dell'Azienda - puntualizza Massimo Masat, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Alenia Aeronautica - Questa mattina un imponente corteo, composto dai dipendenti dei quattro siti campani, ha attraversato il centro di Napoli. A Venezia, la totalità dei lavoratori dipendenti dal locale sito di Alenia Aeronautica ha manifestato con un presidio davanti allo stabilimento, raccogliendo la solidarietà dei lavoratori di Agusta Westland che hanno scioperato per due ore accanto ai loro colleghi. A Roma, la protesta si è focalizzata nel pomeriggio con un presidio davanti alla sede di via Campania, al quale ha partecipato la maggior parte dei lavoratori del centro direzionale.”

“Per martedì 4 ottobre, è poi prevista una grande manifestazione a Torino che sarà attuata dai dipendenti degli stabilimenti di Caselle e di corso Marche - annunicia il sindacalista - Questo è il segnale inequivocabile che Alenia deve ritirare il piano. Le manifestazioni di oggi e di domani rappresentano infatti l'unità dei lavoratori Alenia di tutto il Paese".
“Il sindacato chiede all'azienda il ritiro degli esuberi, delle esternalizzazioni e delle annunciate chiusure di siti. Allo stesso tempo, il sindacato chiede garanzie certe sugli investimenti per il futuro. Siamo noi a volere il rilancio di Alenia, ma senza operazioni di macelleria sociale e con programmi seri che diano prospettive a tutto il territorio nazionale".

“L'Amministratore delegato di Alenia e quello di Finmeccanica devono smentire con i fatti l'idea, che si sta ormai diffondendo, secondo cui dietro al piano ci sarebbe un tentativo di rompere l'unità del Gruppo aeronautico - conclude Masat - Le fortune di Alenia Aeronautica, negli anni scorsi, si sono costruite attraverso la coesione di tutti i territori e di tutto il personale. Far saltare un elemento di valore come questo significa costruire irresponsabilmente le condizioni di una guerra fra territori che non potrà produrrà nulla di buono per il futuro dei lavoratori né per quello dell'azienda.”

03 Ottobre 2011