Alenia, i sindacati: "L'azienda si impegni sul rilancio"

FINMECCANICA

Fiom, Fim e Uilm chiedono una modifica del piano industriale e la stabilizzazione dei lavoratori così come previsto dall'accordo del 2010: "No alla chiusura delle sedi di Casoria, Roma e Venezia"

di F.Me.
Le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil ritengono che il piano industriale di Alenia Aeronautica, presentato il 16 settembre e riconfermato il 6 ottobre scorso dai vertici aziendali, ''debba essere modificato e che l'azienda debba assumere più concretamente impegni certi ed esigibili rispetto ad un effettivo rilancio e ad investimenti su nuovi prodotti che segnino l'effettivo avvio di una fase di sviluppo''. Lo scrivono le tre segreterie nazionali in una nota congiunta, ricordando che l'azienda ha dichiarato che attualmente "i ricavi sono in caduta libera''.

Per le tre sigle sindacali, ''è necessario che in una fase delicata come questa si operi per una forte coesione sociale. La conferma della chiusura di siti costituisce un forte elemento di criticità rispetto alla discussione''. Fiom, Fim e Uilm hanno ''posto come pregiudiziale la stabilizzazione dei lavoratori somministrati, così come definita nell'accordo del 2010, su cui il gruppo dirigente ha dichiarato di essere intenzionato a rispettare quanto concordato''.

''L'incontro previsto per il prossimo 12 ottobre assume un'importanza centrale - si ricorda nella nota - L'azienda dovrà produrre elementi concreti di avanzamento perché possa proseguire una discussione vera per il rilancio di un Gruppo industriale che costituisce l'elemento fondamentale per consolidare il settore aeronautico di questo Paese''.

In base a quanto dichiarato dall'azienda ''dei 3 miliardi per sviluppo e innovazione, 2,5 miliardi sono autofinanziati, mentre i restanti 500 milioni sono legati ad interventi di sostegno governativo. In sostanza, quindi, allo stato attuale sia quanto illustrato rispetto agli investimenti, che rispetto ad alleanze e prospettive industriali, deve essere verificato rispetto alla concreta fattibilità''.

Infine, ''è stata confermata la chiusura delle sedi di Casoria, Roma e Venezia e una progressiva crescita di carichi di lavoro e occupazione a Cameri'' ma ''non è chiaro l'impatto sul futuro industriale di Caselle''.

07 Ottobre 2011