Italia all digital col satellite

I CONVEGNI DEL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI

Le tecnologie satellitari indispensabili per portare la banda larga a tutti gli italiani entro il prossimo anno e dare una spinta importante all'attuazione, in tempi rapidi, dei progetti e delle iniziative promosse dall'Agenda digitale e allo sviluppo di nuovi servizi

di Patrizia Licata

L’Agenda Digitale europea fissa precisi obiettivi sulla copertura della popolazione Ue con la banda larga (100% a fine 2013) e ultra-larga (il 50% deve navigare a 100 Mega nel 2020), ma la situazione italiana parla di un divario digitale ancora non scalfito: la penetrazione infrastrutturale netta (escludendo l’Adsl di prima generazione) non supera il 94%, secondo Between. In pratica, 1,2 milioni di famiglie e oltre 300.000 imprese non hanno modo di collegarsi con il broadband. La mappa geografica delle zone non coperte spazia dall’Emilia Romagna alla Calabria, azzerando le differenze tra Nord e Sud, e punta il dito su quei territori che, impervi, scarsamente abitati oppure all’interno di grandi città dove l’Adsl è “sovraffollato”, sono considerati dalle grandi telco “a fallimento di mercato”: investire qui per portare cavi e fibra non conviene. La tecnologia satellitare può tuttavia rappresentare la chiave di volta nel superamento del gap, essendo in grado di offrire un servizio di connessione a Internet affidabile e a costi competitivi ad aziende e consumatori. Se ne è parlato nel corso del convegno “L’innovazione delle soluzioni satellitari a supporto dell’Agenda Digitale” organizzato da Skylogic in collaborazione con Il Corriere delle Comunicazioni.

“Il Piano di Azione Coesione del dipartimento per lo Sviluppo ha messo a disposizione 170 milioni, il Decreto Crescita altri 150”, sottolinea Antonella Pelaggi, direttore di Between; “aiuteranno a intervenire su backhauling, fibra ottica, ponti radio, nodi di rete, Wimax, Lte, ultimo miglio. Ma solo col satellite possiamo aspirare a coprire il 100% dell’Italia nel 2014 con la banda larga e raggiungere ambiziosi obiettivi su quella ultra larga, vero fattore di successo del nostro territorio”.

I Comuni hanno concrete opportunità e stanno già facendo la loro parte, come dimostra la partecipazione di Anci ai lavori della cabina di regia dell’Agenda Digitale. Ma occorre “un salto culturale per cogliere la sfida smart city, che finora tocca solo i grandi Comuni, capire che wi-fi e banda larga sono investimenti cruciali come quelli per le strade”, indica Mauro Savini, Consulente Area Ambiente, cultura e innovazione di Anci. “L’Ict non è solo uno strumento di supporto della macchina burocratica, ma serve alla pianificazione strategica. Purtroppo i vincoli della spending review e il Patto di stabilità hanno colpito anche i Comuni più piccoli, facendo crollare del 23% in cinque anni la capacità di investimento”.

“Se aspettiamo il tempo e i soldi necessari per colmare il divario digitale con le infrastrutture terrestri, non riusciremo a rispettare gli obiettivi europei, ma soprattutto ad aiutare il nostro sistema produttivo a fare il salto di qualità”, ribadisce Achille De Tommaso, presidente Anfov. “È urgente per le nostre imprese crescere ed essere incluse nell’economia digitale. Il collegamento a Internet con la tecnologia satellitare è una soluzione che si implementa velocemente e garantisce qualità in alcuni casi superiore all’Adsl”.

I dati svelati da De Tommaso disegnano un quadro ben poco lusinghiero per il nostro Paese: solo il 15% della popolazione può navigare a 20 Mbps o più: una forte penalizzazione per la nostra economia, perché non accedere ai servizi avanzati online fa perdere all’Italia punti di Pil. Anche per questo all’interno di Anfov, tramite Aquarius Logica e Satellite RG2, è stato lanciato il Progetto Phoenix: si propone di abbattere rapidamente il digital divide portando servizi di collegamento ad Internet di alta qualità e a costi contenuti alle aziende, anche piccole, di tutta Italia, grazie al satellite Eutelsat Kasat operato da Skylogic.

Il servizio Internet via satellite di Skylogic, Tooway, offre banda larga fino a 20 Mbps in downlink e fino a 6 Mbps in uplink anche nelle zone non coperte da rete telefonica e infrastrutture terrestri. Questa tecnologia di connessione comunica col satellite tramite modem e parabola bidirezionale; il segnale è operativo ovunque e con qualsiasi condizione atmosferica e permette anche di vedere i canali televisivi via satellite. Non sono necessari particolari software o hardware, né l’installazione di ponti radio o ulteriori infrastrutture. Attraverso i distributori partner Skylogic, il kit satellitare Tooway viene spedito direttamente all’utente e l’installazione è possibile sia con l’intervento di un tecnico che autonomamente.

“Il satellite è una soluzione unica per colmare il digital divide”, osserva Stefano Festa, direttore Marketing stategico Skylogic, “grazie soprattutto al satellite Kasat che ha reso la tecnologia satellitare comparabile per prestazioni e costi a quella terrestre. La nuova generazione di servizi satellitari è ottimizzata per l’Ip e si integra perfettamente con la rete terrestre in fibra. Quello di cui c’è bisogno adesso è un salto conoscitivo, per far sapere ai cittadini e alle imprese di tutta Italia che esiste questa opportunità”.

Tra l’altro il satellite sostiene un’ampia gamma di servizi: non solo il collegamento a Internet, la telefonia Ip e la tv satellitare, ma la telemetria, l’M2M, il videocontrollo e la sicurezza, la web tv live, il backup e la disaster recovery, ricorda Walter Munarini, direttore generale di Open Sky, distributore di Skylogic attivo in tutta Italia con 100 punti OpenSky Service con cui gestisce clienti e installazioni. “Insomma, il superamento del digital divide non è veramente un problema tecnologico, visto che c’è il satellite, ma culturale”, ribadisce Munarini. “Il prezzo per gli utenti è allineato al mercato e le amministrazioni possono comunque usare i bandi europei per sostenere la domanda, dando un contributo a famiglie e aziende, per esempio per il kit di collegamento o l’installazione”.

Le installazioni di Eutelsat in Europa superano già le 100.000 e 10.000 sono in Italia, e Kasat ha il potenziale per servire 2 milioni di utenti. Senza contare che la comunicazione satellitare è anche ecologica e sicura, grazie alla piattaforma proprietaria chiusa di Skylogic che protegge i dati.

GLI ATTI DEL CONVEGNO

Antonella Pelaggi, direttore Between

Stefano Festa, direttore Marketing strategico Skylogic

Achille De Tommaso, presidente Anfov

Mauro Savini, Consulente Area Ambiente, cultura e innovazione Anci

Walter Munarini, direttore generale di Open Sky

©RIPRODUZIONE RISERVATA 04 Marzo 2013

TAG: antonella pelaggi, between, skylogic mauro savini, anci, achille de tommaso, anfov, tooway, stefano festa

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