Carrozza: "La politica deve supportare lo Spazio"

STRATEGIE

Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca: "Servono più fondi, il settore è strategico"

di Roberto Giovannini

La partenza, nella tradizione della gloriosa e affidabilissima Soyuz, una passeggiata senza problemi, a parte il dover resistere schiacciati per un bel po’ di ore in uno spazio ristrettissimo. Il volo di avvicinamento alla stazione tranquillo e rapido, sulla nuova rotta “veloce” che porta gli astronauti all’appuntamento con la Iss in sole sei ore dal decollo dal cosmodromo di Baykonur anziché in due giorni. L’incontro con i colleghi sulla Stazione e i primi minuti di questi sei mesi in assenza di gravità semplicemente esilaranti, a vedere le immagini dell’incontro tra Luca Parmitano, l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea, e i colleghi già a bordo della Iss, l’americano Christopher Cassidy e i russi Pavel Vinogradov e Aleksander Misurkin. Saluti, abbracci, risate, e l’entusiasmante divertimento di galleggiare senza peso.

La missione di Parmitano - sei mesi in orbita, con il privilegio di essere il primo italiano a compiere “passeggiate spaziali” - è iniziata nel modo migliore. L’astronauta italiano è partito alle 22,31 da Baykonur, in Kazakhstan, a bordo della navetta russa Soyuz Tma-09M, insieme ai suoi compagni di viaggio, il comandante russo Fyodor Yurchikhin e l’americana Karen Nyberg. Il nome ufficiale della missione, come tradizione è doppio: è la “Expedition 36-37”, e per l’Italia missione “Volare”. Segna il ritorno di un astronauta italiano sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ed è una missione di lunga durata dell’Asi con la quale Parmitano, astronauta dell’Esa e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, sarà in orbita per circa 178 giorni. La permanenza sulla Stazione si concluderà intorno al prossimo novembre, con il rientro sulla Terra a bordo di una Soyuz.
Questa opportunità di volo nasce da un Memorandum bilaterale diretto tra l’agenzia americana Nasa e Asi, in base al quale l’Asi ha fornito all’ente spaziale Usa tre moduli pressurizzati abitativi (Mplm-Multi Purpose Pressurized Module) e il Pmm (Permanent Multi Purpose Module) per la Iss, ricevendo in cambio il “biglietto” del volo per un certo numero di astronauti italiani inquadrati nel corpo spaziale dell’Esa.

Durante la missione, Parmitano, 36 anni, nato nella sicilianissima Paternò, sposato e papà di due bambine, avrà ben poco tempo libero a disposizione. Sarà impegnato in più di 20 esperimenti scientifici per Esa e Asi: tra questi, un esperimento ideato all’Istituto motori del Cnr di Napoli per studiare la combustione e biocombustibili più puliti, e il “Progetto Green Air” che punta a realizzare un sistema di rilevamento di qualità dell’aria utilizzabile anche sulla Terra. A questi si aggiungeranno poi esperienze di biologia e di medicina mirate a conoscere (e a risolvere) i problemi dell’organismo umano in azione nello spazio. “Le sperimentazioni nello Spazio possono avere importanti ricadute in molti settori a partire dalle scienze della vita e in campo biomedico”, osserva Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Istruzione e della Ricerca, secondo la quale “lo Spazio è un settore che va supportato dalla volontà politica e da fondi perché l’Italia continui a mantenere la sua attuale posizione di leadership”.
Secondo il presidente dell’Asi, Enrico Saggese “la missione di Parmitano è il trionfo della nostra abilità tecnologica e la conferma del riconoscimento al nostro Paese in un settore all’avanguardia”.

Il momento forse più emozionante e importante di questa missione è previsto per luglio, quando Parmitano sarà il primo astronauta italiano protagonista di due “passeggiate spaziali” (il termine tecnico è attività extraveicolari, o Eva) insieme con il suo collega americano Chris Cassidy. Durante le sue due “uscite” nello spazio l’astronauta italiano svolgerà importanti lavori di manutenzione delle strutture esterne della Iss, sposterà e collocherà strumentazioni scientifiche poste al di fuori della Stazione e realizzerà attività preparatorie per l’arrivo nel prossimo anno di un modulo russo. La prima è prevista per il 9 di luglio e durerà otto ore. Il suo compagno di lavoro nel vuoto - un’attività faticosissima e stressante, nonostante lo splendido panorama cui si può assistere - sarà l’espertissimo Cassidy, dimostratosi decisamente all’altezza qualche settimana or sono in una uscita di emergenza dalla Iss imposta dalla necessità di riparare una perdita di ammoniaca da un’attrezzatura all’esterno della Stazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 06 Giugno 2013

TAG: maria chiara carrozza, spazio, miur

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