Le città protagoniste del "Love Planet Earth" di Telespazio

CALENDARIO 2011

Telespazio presenta l’edizione 2011 del Calendario “Love Planet Earth”, dedicato quest’anno alle Città. Con immagini satellitari, ottiche e radar, ad altissima risoluzione - elaborate da e-Geos (Asi/Telespazio) - il Calendario 2011 illustra le trasformazioni in corso sul nostro Pianeta, evidenziando il processo continuo di trasformazione delle città e gli effetti di questo sul territorio e sulle persone.

Le immagini riprese dallo spazio anticipano in molti casi i rapporti demografici, e ci indicano le opportunità ma anche i rischi per chi vive nelle megalopoli come nelle piccole città. Oggi, oltre il cinquanta per cento della popolazione terrestre vive o sta migrando nelle città, e le previsioni ci dicono che tra un quarto di secolo due persone su tre vivranno in aree urbane. Aumenta, inoltre, il numero delle megalopoli: concentrazioni di oltre dieci milioni di esseri umani.

Tuttavia, primi segnali di rinnovamento arrivano da diverse parti del Pianeta. Alcune città ripensano il proprio sviluppo e partono interessanti esperimenti come Masdar City, vicino ad Abu Dhabi, o PlanIT Valley, in Portogallo. Si tratta di progetti nei quali le città sono concepite come veri e propri organismi viventi, capaci di gestire e regolare il metabolismo urbano dei propri abitanti, regolando la produzione, il consumo e lo smaltimento di acqua, energia e rifiuti.

Il Calendario “Love Planet Earth 2011” si apre con un’immagine satellitare dell’area del World Expo di Shanghai, il maggior processo di trasformazione urbana di questi ultimi anni. La città di Barisal in Bangladesh, ripresa dai satelliti radar della costellazione italiana Cosmo-SkyMed, si trova invece in una zona colpita di frequente da alluvioni: le acque del Gange costituiscono per i suoi abitanti una fonte di vita ma anche una terribile minaccia. La foto satellitare dell’isola siriana di Arwad rappresenta simbolicamente come la pressione demografica abbia provocato la saturazione dello spazio disponibile su quel territorio.

La concentrazione della domanda di energia nelle grandi aree urbane (circa il 75 % della produzione mondiale) viene spettacolarmente testimoniata dall’immagine notturna del nostro Pianeta. Come, invece, l’avanzata inarrestabile delle aree urbane possa modificare in modo irreversibile il paesaggio e l’ambiente circostante è mostrato significativamente con l’immagine Cosmo-SkyMed della città di Sinop, in Brasile.

Infine, l’immagine di Detroit (Stati Uniti) introduce il tema della riconversione delle aree industriali dismesse. Un’opportunità di ripensare le grandi aree cittadine secondo linee di sviluppo più sostenibili e rispettose della vita della popolazione.

14 Dicembre 2010