Startup, l'italiana Eyra nel gotha europeo dell'innovazione under 30

LA CLASSIFICA

I due fondatori Saverio Murgia e Luca Nardelli inseriti nella classifica di Forbes sui 300 giovani più influenti in Europa. Il loro device wearable per non vedenti dovrebbe arrivare sul mercato nei prossimi mesi

di Andrea Frollà

C’è anche un po’ d’Italia nel gotha di innovatori, imprenditori e leader europei. Nella seconda classifica annuale di Forbes30 Under 30”, che individua 300 giovani che hanno meno di 30 anni e stanno avendo un forte impatto nei mondi del business, della tecnologia della finanza o in altri campi, figurano i co-fondatori della startup Eyra, Saverio Murgia e Luca Nardelli.

I due imprenditori, inclusi nella categoria Social Entrepreneurs, hanno dato vita a un dispositivo indossabile per persone non vedenti e ipovedenti, in grado di leggere riconoscere volti e oggetti, descrivere l’ambiente circostante ed assistere l’utente mentre si muove per la città. “L'Italia può sicuramente essere un paese per giovani, ma solo se i giovani stessi ci credono e si impegnano per renderla tale”, aveva spiegato qualche mese fa il ceo Murgia, intervistato da CorCom a Shenzhen in occasione dell’Apec Smetc 2016.

Le caratteristiche ricercate nei candidati includevano un ruolo di guida e di innovatore nel proprio settore, lo spirito ed i risultati imprenditoriali e la probabilità di riuscire ad apportare dei cambiamenti importanti nel proprio settore nei prossimi cinquant’anni. Ed Eyra, precedente Horus Technology, si è conquistata un posto nella top 300 di Forbes per aver “sapientemente integrato tecnologie prese dalla robotica, dall’industria sanitaria e dalla realtà aumentata con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone”.

La forza del device sviluppato dalla startup italiana, che dovrebbe sbarcare sul mercato entro l'anno in corso, risiede nel mix di intelligenza artificiale e computer vision, che consente di leggere testi, riconoscere volti, oggetti e ostacoli, nonché nella mancanza di vincoli con Internet perché non necessita di connessione per funzionare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 19 Gennaio 2017

TAG: eyra, startup, forbes, saverio murgia, luca nardelli, intelligenza artificiale, wearable

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