Video over the top, trema la tv "old style"

LO STUDIO

Abi Research: i fornitori di contenuti in Nord America potranno contare nel 2016 su un giro d'affari di 20 miliardi di dollari, di cui due terzi rappresentato dalla pubblicità intercettata dal broadcasting tradizionale

di Patrizia Licata
Il business dei fornitori di video over the top va a gonfie vele e potrebbe rubare spazi, o almeno spot, alle tv tradizionali: è quanto emerge dall’ultimo studio di Abi Research secondo cui l’industria video degli Ott totalizzerà 20 miliardi di dollari di revenues in Nord America nel 2016 e circa due terzi del giro d’affari, ovvero 13,3 miliardi di dollari, arriveranno dalla pubblicità, che sarà intercettata dalla televisione tradizionale.

"La parte più consistente del mercato sarà rappresentata dall’advertising di qui al 2016", conferma Sam Rosen, senior analyst di Abi. "E pensiamo anche che in qualche modo queste revenue saranno sottratte alla pubblicità sulla tv classica: gli investimenti dei marketer si indirizzeranno verso l’Ott man mano che i contenuti più interessanti e attraenti per il pubblico si spostano dalla televisione al video over the top”.

La seconda componente più significativa del business degli Ott saranno gli abbonamenti, continua il report di Abi. "Alcune delle revenues, insomma, sono nuovi soldi che gli utenti spendono per l’intrattenimento sulle piattaforme Ott, mentre altre quote del fatturato saranno sottratte a piattaforme e servizi concorrenti, non solo la tv tradizionale, ma anche il noleggio o l’acquisto di film", nota Rosen.

Pur concentrandosi sul Nord America come mercato leader (anche perché è da qui che arrivano i numeri uno del settore, Netflix innanzitutto, ma anche Hulu e iTunes), lo studio di Abi prevede un forte sviluppo del video over-the-top anche nel resto del mondo, con un'audience globale che supererà 1,3 miliardi di spettatori nel 2016, contro i 780 milioni del 2010. “Nei prossimi anni, YouTube e le altre piattaforme basate su Internet si guarderanno sempre di più nel salotto di casa e questo aprirà importanti opportunità per gli Ott in tutti i Paesi per catturare gli investimenti pubblicitari”, spiega Rosen. "Il trend sarà accelerato dal potenziamento dei contenuti di video-on-demand su YouTube, come annunciato di recente”.

La nuova industria dei servizi video su Internet si basa su un vero ecosistema, che richiede una stretta cooperazione tra produttori di elettronica di consumo e set-top box, fornitori di contenuti e service provider in tutto il mondo, sottolinea Abi: “La scoperta del contenuto da parte del consumatore è solo uno degli esempi che dimostra come lo scenario stia rapidamente cambiando: gli spettatori non vogliono palinsesti pre-confezionati né le tradizionali guide tv, ma scelte personalizzate e basate sulla ricerca e le raccomandazioni che trovano online”, conclude Jason Blackwell, practice director di Abi Research.

08 Giugno 2011