Facebook, in allarme le Authority europee

RICOSCIMENTO FACCIALE

I regolatori della privacy di Germania, Gran Bretagna e Irlanda preoccupate sulla nuova funzionalità di riconoscimento facciale. La questione potrebbe finire sul tavolo della Ue. Facebook: "Risponderemo a ogni preoccupazione"

di Patrizia Licata
Il rinoscimento facciale su Facebook non solleva le critiche solo degli utenti che temono per la propria riservatezza, ma ha messo in allarme alcuni regolatori europei della privacy, preoccupati dalla tecnologia che identifica le persone a partire dalle foto caricate sul social network. Le authority di Germania, Gran Bretagna e Irlanda si sono formalmente opposte alla feature in particolare perché non chiede il consenso degli utenti al riconoscimento.

“Ancora una volta Facebook ha cambiato la sua Privacy Declaration senza avvisare gli utenti. Non credo che quanto deciso da Facebook sia in linea con la legge europea e tedesca”, afferma Peter Schaar, commissario tedesco alla protezione dei dati.

“Come con ogni altra tecnologia, ci aspetteremmo da parte di Facebook estrema trasparenza su come vengono usate le informazioni personali”, aggiunge lo Uk Information Commissioner’s Office. “Le questioni di privacy che questo nuovo software solleva sono ovvie e gli utenti dovrebbero essere pienamente e ampiamente informati per poter scegliere se attivare o no questa opzione”, aggiunge l’ufficio britannico. “Stiamo discutendo con Facebook delle implicazioni di questa tecnologia per la privacy”.

Il rischio è che Facebook si trovi a fronteggiare un’opposizione a livello Ue, perché il problema sarà posto all’attenzione di tutti i regolatori della privacy europei riuniti nell’Article 29 Working Party, che fornisce pareri alla Commissione Ue.

Il social network si è detto pienamente disponibile a parlare con i regolatori europei, ma ha ribadito che la sua funzione di riconoscimento facciale non pone problemi di privacy: “Abbiamo sentito i commenti di alcuni regolatori e stiamo fornendo loro tutte le informazioni aggiuntive che, ne siamo convinti, risponderanno a ogni loro preoccupazione”, ha dichiarato Facebook.

L'azienda di Mark Zuckerberg ha anche detto di aver aggiunto, dopo il primo fuoco di critiche, un’opzione che permette agli utenti di scegliere di non attivare la feature, ma Beth Givens, direttrice della Privacy Rights Clearinghouse, ritiene che Facebook avrebbe dovuto inserire questa opzione da subito e metterla nella forma di opt-in: il riconoscimento facciale, cioè, non deve essere automaticamente attivato e eventualmente escluso, ma al contrario sempre escluso e eventualmente, per chi lo vuole, attivato.

10 Giugno 2011