Asta Lte, Poste valuta discesa in campo

LA GARA

Secondo indiscrezioni la società capitanata da Sarmi sarebbe interessate ad aggiudicarsi parte delle frequenze per rafforzare il business della telefonia mobile

di F.Me.
Poste Italiane continua far parlare di sé. E non solo per il black out informatico dei giorni scorsi che ha impedito, per giorni, a milioni di cittadini di usufruire dei servizi postale. Come ha scritto ieri il Corriere della Sera la società avrebbe intenzione di partecipare all’asta Lte.

“A inizio maggio il gruppo guidato da Massimo Sarmi ha deciso di varare una riorganizzazione delle attività telefoniche di Poste – sottolinea il quotidiano - La società pubblica ha l' autorizzazione per operare nel mobile come operatore virtuale e in poco più di tre anni ha raggiunto i due milioni di clienti”.
“Pochi sanno che Poste – si legge - ha anche una licenza per la telefonia fissa utilizzata finora all' interno della società per le comunicazioni voce e dati tra i 14 mila uffici postali sparsi per l' Italia. Finora le due attività sono rimaste separate. Ma Sarmi ha deciso di razionalizzare le attività e poche settimane fa la licenza per la telefonia fissa è stata conferita a Poste Mobile”.

La mossa di Sarmi segue il solco tracciato in passato da Enel e Ferrovie che valorizzarono la loro infrastruttura di trasmissione “creando rispettivamente Wind e Infostrada”.
Sarmi, che è stato anche direttore generale di Telecom e quindi ha un know professionale molto vicino alle Tlc, potrebbe insomma creare in Poste una società infrastrutturale fisso-mobile da lanciare sul mercato. “E in quest'ottica il numero uno dell' azienda pubblica potrebbe anche fare leva sui business complementari - conclude il Corsera - tipo l'Ict, in cui nonostante i guasti di questi giorni Poste resta all' avanguardia, per completare il progetto e trovare un buon posizionamento sul mercato”.

13 Giugno 2011