Calabrò: "Frequenze, stop alla manomorta"

RELAZIONE ANNUALE AGCOM

Il presidente Agcom: "Asta subito o sarà collasso reti". E il ministro Romani replica: "Si farà entro il 30 settembre come previsto: oggi comitato dei ministri, entro il 25 giugno pubblicazione del bando". Intanto il presidente della Camera Gianfranco Fini rilancia: "Serve un adeguamento economico dei canoni d'uso dello spettro"

di M.S.

Asta frequenze subito, come previsto dalla legge di stabilità 2011. O rischio collasso reti. Per questo, non si può più "consentire la manomorta delle frequenze". Dalla Camera, dove presenta la Relazione annuale Agcom, il presidente dell'Authority Corrado Calabrò ripropone oggi, nel 2011, l'allarme già lanciato lo scorso anno. Ma questa volta la situazione è ancora più grave.

Le condizioni della rete di telecomunicazioni mobili "è preoccupante". La telefonia mobile registra un`espansione enorme, ricorda Calabrò: proiezioni per i prossimi cinque anni a livello mondiale indicano un tasso di crescita annuo medio del 35% per la rete fissa e del 107% per la mobile. Negli ultimi quattro anni il traffico sulla rete mobile è aumentato di 16 volte. Ma senza maggiore disponibilità di frequenze "l`intasamento del traffico sarà inevitabile".

Per questo è "più che mai indifferibile la gara per l`assegnazione di ulteriori frequenze alle telecomunicazioni mobili prevista dalla legge di stabilità 2011". Senza parlare del fatto che "ogni ritardo della gara comporterebbe, ovviamente, la dilatazione dell'incasso, che le nostre regole prospettano, a certe condizioni, anche superiore alla cifra di 2,4 miliardi preventivata dalla legge".
 

Risponde a stretto giro di poste il ministro Paolo Romani: il governo "rispetterà il termine del 30 settembre" previsto. Nella riunione del comitato dei ministri in programma oggi "approveremo gli indirizzi per la gara sulle frequenze 800Mhz. La gara è partita: il bando e il disciplinare saranno pubblicati entro il 25 giugno". Per quanto riguarda il beauty contest in settimana saranno definiti gli ultimi aspetti marginali con Bruxelles sul disciplinare e subito dopo la chiusura con la Commissione Ue l'intenzione è di procedere con l'avvio dell'iter, che consentirà l'ingresso di altri soggetti nel mondo delle frequenze tv".

Ma come liberare le frequenze da mettere a gara? Calabrò auspica "un aumento delle risorse previste (240 mln, ndr) a favore delle emittenti locali che è possibile grazie alle regole di gara approvate. L'incentivo può fare da moltiplicatore del realizzo". Le frequenze - ha concluso il presidente - "sono un bene scarso, prezioso. Non si può consentire la manomorta delle frequenze".

In Italia è ancora imperante il modello della tv generalista, dice Calabrò, con i broadcaster in campo "più o meno" gli stessi di prima: nasce dunque dalla necessità di aprire ulteriormente il mercato. Da qui "l'importanza della messa in gara (beauty contest) di 5 nuovi multiplex di frequenze televisive per il digitale terrestre". Del resto, senza il 'beauty contest', per cui l'Agcom ha dettato le regole e che ora "si aspetta che venga bandito dal Ministero dello Sviluppo economico", Bruxelles non chiuderà la procedura d'infrazione aperta contro l'Italia. 'L'Agcom - ricorda Calabro' - ha dettato regole che hanno passato il vaglio della Commissione europea.

"Ritengo apprezzabile che siano stati definiti il calendario e le regole di massima per la gara per l'assegnazione delle frequenze ad uso della banda larga mobile ed è positivo che queste regole si fondino su una competizione aperta e trasparente in grado di assicurare allo Stato anche la giusta remunerazione per la cessione dei diritti d'uso". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, segnalando in occasione della relazione annuale Agcom che "occorre che la parte più significativa di queste risorse torni al sistema-Paese sotto forma di politiche di investimento a beneficio della infrastrutturazione a banda larga".

Fini ha ricordato però che "le risorse spettrali sono un bene pubblico essenziale e, a tale proposito, ritengo fondate le ragioni di chi osserva che l'accesso all'asset frequenziale deve essere assicurato nel rigoroso rispetto dei principi di sostanziale parita' di condizioni e di neutralita' tecnologica di cui lo Stato deve farsi garante".

"In prospettiva - ha continuato Fini - occorrerà porsi il problema della giusta valorizzazione pubblica delle risorse frequenziali televisive, attraverso un adeguamento economico dei canoni. Lo Stato deve sempre perseguire il massimo beneficio pubblico dalla cessione dei diritti d'uso, sia che si tratti della concessione delle spiagge o che si tratti della cessione dell'etere. Politiche virtuose di risanamento dei conti pubblici e di rilancio dell'economia, passano anche attraverso scelte credibili e neutrali di valorizzazione degli asset statali essenziali, concessi in uso a soggeti privati".

"A proposito di 'grandi scelte politiche' - ha detto Fini -, diviene sempre più urgente la definizione di un'univoca scelta di politica industriale sul tema dell'infrastruturazione tecnologica del Paese con una rete fissa a banda larga e ultralarga che risponda, per estensione alla domanda crescente di connettivita' e di servizi che il mondo delle imprese della PA e i cittadini nel loro complesso - ha infine osservato il presidente della Camera - ci richiedono".

14 Giugno 2011