Modello Trento, tutti i segreti del successo

BANDA LARGA

La provincia punta a fornire la fibra a tutti gli abitanti entro il 2018: una sfida "smart" che attira investimenti

di Antonello Salerno
Il cento per cento degli abitanti raggiunti dalla fibra ottica entro il 2018, 820 chilometri di “backbone” (sarà completata entro il 2011) e 700 access point wireless che toccano tutti i 220 Comuni del territorio, per un investimento pubblico di 120 milioni di euro, con la prospettiva di uno spin-off che vedrà l’abbandono definitivo della rete in rame. Sono i numeri del “modello Trento”, la realtà italiana più proiettata nel futuro delle “città digitali”.

“Le caratteristiche principali della nostra esperienza - afferma Alessandro Zorer, amministratore delegato di Trentino Network, la società che gestisce le reti sul territorio provinciale e fornisce servizi alle pubbliche amministrazioni locali e agli operatori Tlc - sono da una parte la scelta di coprire il 100% della popolazione, per non approfondire il digital divide tra territori più popolati o a vocazione industriale e piccoli centri; dall’altra il ruolo dell’ente pubblico, che investe sulle infrastrutture e mette a punto servizi che sfruttano le nuove potenzialità della rete. Questo ci consente di essere tenuti in grande considerazione in Europa insieme a molte capitali, e di godere di una vetrina che caratterizza il territorio e attira investimenti”.

Il successo del progetto si misurerà sull’uso che si farà della nuova infrastruttura: più sarà sfruttata in tutte le sue potenzialità e più i vantaggi saranno evidenti. “In questo momento si stanno costruendo le autostrade - afferma Fausto Giunchiglia, professore del dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’informazione dell’Università di Trento - ma la scommessa ulteriore è che poi ci passino sopra le automobili, molte di più, molto più comodamente e velocemente di quanto non fosse possibile con le vecchie strade”.

Se questa è la sfida, la pubblica amministrazione non può limitarsi a scegliere una tecnologia piuttosto che un’altra, ma deve stimolare la domanda di rete dei cittadini e delle imprese, mettendo a disposizione servizi competitivi. “Stiamo già sperimentando su 450 famiglie la cartella sociosanitaria elettronica - afferma Sergio Bettotti, direttore generale del dipartimento Innovazione della Provincia di Trento - che contiene - nel rispetto della privacy - i dati sulla salute e gli esami effettuati. Uno strumento valido sia per il cittadino, che disporrà di un archivio ordinato e puntuale della sua storia clinica, sia per i medici, che avranno accesso in tempo reale a tutte le informazioni di cui hanno bisogno”.

“Sul versante aziende i servizi per gli artigiani sono ormai completamente informatizzati - contiua Bettotti -, e vengono gestiti in collaborazione con le associazioni di categoria. Proprio gli operatori di settore ci hanno chiesto di estendere il servizio al resto delle attività produttive, dal turismo al commercio alla cooperazione. Queste esperienze sono tenute in grande considerazione ai tavoli di consultazione aperti con l’autorità garante, e possiamo già contare su molte manifestazioni di interesse a livello locale e nazionale”.

“In questo campo - aggiunge il professor Giunchiglia - chi arriverà primo al traguardo della ‘smart city’ avrà un enorme vantaggio competitivo. Una volta che la fibra ottica sarà nelle case bisognerà disporre delle applicazioni per sfruttarla al meglio, e su questo è apprezzabile lo sforzo normativo che si sta facendo a Trento per dare regole certe a questo campo. Il Trentino si propone da ormai cinque anni come laboratorio, qui si è investito sulla ricerca. Siamo al punto cruciale: la PA si propone come primo utente su cui sperimentare e applicare le nuove tecnologie. Ora c’è da affrontare la battaglia culturale su scala europea che dovrà portare a una nuova alfabetizzazione, perché oggi non ci confrontiamo più con l’informatica soltanto nel luogo di lavoro. Il tempo trascorso al computer è per la maggior parte quello trascorso a casa - conclude Giunchiglia -. Non si tratta di creare cittadini al servizio dell’informatica, ma informatica al servizio dei cittadini: è lo stesso criterio che ha decretato il successo dell’iPhone. Questa componente sociale sarà quella che potrà decretare la differenza tra vincere e perdere la scommessa, tra l’essere, con l’uomo al centro, e il non essere”.

23 Giugno 2011