Esuberi a Teleperformance. Salta il tavolo con i sindacati

CALL CENTER

L'ad Apollonj Ghetti: "Slc-Cgil e Ugl hanno abbandonato la trattativa istituzionale". In mattinata sit-in dei dipendenti sotto il ministero del Lavoro contro la delocalizzazione delle commesse in Albania

di P.A.
Si è interrotta oggi, durante un incontro al ministero del Lavoro la trattativa tra Teleperformance e sindacati per la procedura di mobilità che coinvolge circa 1.500 lavoratori tra le sedi di Roma, Fiumicino e Taranto. Lo rende noto l'amministratore delegato dell'azienda in Italia, Lucio Maria Apollonj Ghetti, sottolineando che "il tavolo istituzionale si è interrotto in quanto i sindacati Slc-Cgil ed Ugl hanno deciso di abbandonare la sede della trattativa, a differenza delle sigle Cisl e Uil, con il pretesto di voler affrontare i temi che affliggono l'intero settore ad un livello 'politico' in occasione di un incontro convocato presso il ministero dello Sviluppo Economico il prossimo 21 Giugno".

L'azienda - si aggiunge nella nota - ha confermato la propria disponibilità "a individuare strumenti e una soluzione alternativa ai licenziamenti, e prende atto con rammarico dell'evidente desiderio di Cgil di voler solo strumentalizzare la vertenza Teleperformance piuttosto che non interessarsi concretamente al destino dei lavoratori".

Il manager di Teleperformance, specializzata nel settore dei servizi di call-center, "conferma la volontà" dell'azienda a rimanere nel mercato italiano, "prova ne sono - aggiunge - i 30 milioni di euro d'investimenti effettuati nell'ultimo anno e mezzo dalla Corporate in Italia". "Qualunque accordo - si conclude nella nota - sarà trovato e sottoscritto presso il ministero del Lavoro, dove un prossimo incontro è stato convocato per la data del 22 Giugno": l'azienda sottolinea che "un'eventuale soluzione alternativa ai licenziamenti dovrà essere identificata e sottoscritta entro il 30 giugno, data ultima prevista dalla procedura di legge".

Sit-in dei dipendenti di Fiumicino al ministero del Lavoro
Uno striscione con su scritto "1464 licenziamenti a Teleperformance, soli nell'indifferenza dell'Italia e delle istituzioni", un altro che recita "Teleperformance Fiumicino: Alitalia vola in Albania, i lavoratori italiani restano a terra". Così un gruppo di dipendenti della multinazionale di call-center ha manifestato oggi sotto la sede del ministero del Lavoro di via Fornovo a Roma, contro le procedure di mobilità avviate dall'azienda.

I manifestanti si sono riuniti in presidio sotto il ministero "in concomitanza - spiegano - con un incontro tra l'azienda, le parti sociali e il ministero sul futuro dei lavoratori di Teleperformance".

"Contro la delocalizzazione in Albania vogliamo garanzie occupazionali vere - ha detto Natascia Treossi, della Slc Cgil di Roma e Lazio - e non solo ammortizzatori sociali che mettono un'ipoteca sul nostro futuro. Chiediamo il ritorno delle commesse dall'Albania in Italia e un piano industriali che investa nel nostro Paese".

16 Giugno 2011