Nokia, la vera minaccia viene dall'Oriente

L'INCOGNITA

La società è nel suo momento più difficile. A pesare non è solo la competizione con i concorrenti occidentali: si potenziano la cinese Zte e l'indiana Micromax e piccoli ma agguerriti produttori dagli occhi a mandorla

di Alessandro Longo
Nokia è nel suo momento più difficile. Continuerà a perdere quote nel 2011 ma nel 2012 potrebbe risollevarsi: tutto sta nei frutti dell’alleanza con Microsoft, è opinione comune degli analisti.
Questo è quindi il momento della sofferenza. L’agenzia Fitch ha appena fatto un doppio taglio al titolo, per di più con outlook negativo (da BBB+ a BBB-). È l’effetto dell’ultimo annuncio dell’azienda: ha ridotto a zero i margini previsti per il trimestre in corso e ha rinunciato per ora a fare previsioni per il futuro. Negli ultimi quattro anni il titolo ha perso così tanto che la capitalizzazione si è ridotta del 77%.

Fitch è pessimista anche perché nota che bisognerà aspettare ancora troppo tempo per l’arrivo di un nuovo portafoglio di modelli Nokia con Windows Phone: fino al 2012, “quando si dovrà scontrare con vendor molto competitivi e radicati sul mercato, come Apple, Samsung e Htc”, scrive l’agenzia.
Ma a pesare non c’è più solo l’incognita sul mercato smartphone. “L’azienda è stretta in una morsa a tenaglia. È attaccata da marchi americani come Apple nella fascia alta dei terminali e da quelli asiatici nella fascia bassa”, nota Alex Spektor, analista di Strategy Analytics.

Quest’ultima è la nuova cattiva notizia, perché fino a ieri Nokia è riuscita a contenere le perdite grazie alla leadership nel mercato low cost. “Tre anni fa la posizione di Nokia nei mercati emergenti sembrava impenetrabile, ma il basso costo dei chip e la crescita delle economia di scala ha aiutato i vendor asiatici a offrire modelli low cost a prezzi aggressivi e a rubare quote”, nota Geoff Blaber, analista di Ccs Insight. Si potenziano la cinese Zte e l’indiana Micromax, ma anche un pugno di cosiddetti “no brand” (piccole aziende cinesi come Mediatek o Spreadtrum Communications).

Le vendite di cellulari “basic” di Nokia sono calate per tre trimestri consecutivi. Sono state 84,3 milioni nel primo trimestre 2011, meno 2% rispetto all’anno prima. La quota di Nokia in Cina si è ridotta al 19%, contro il 33 di due anni fa. I no brand nel 2010 hanno cominciato a espandersi in altri mercati emergenti, Africa, India, America Latina, Russia, nota Gartner. Secondo cui la quota globale di Nokia sui cellulari (in generale) è calata dal 36,2% del primo trimestre 2009 al 25,1% dello stesso periodo 2011, a vantaggio dei marchi minori.

Questi stanno rubando spazio anche a Samsung e Lg, le cui quote sono pure calate nell’ultimo anno. È un bilancio condiviso da tutti gli analisti: “Crediamo che il declino di Nokia continuerà per buona parte del 2011, seguito da una relativa stabilizzazione nel 2012 se il portafoglio Microsoft avrà successo”, dice Spektor. “Il futuro di Nokia dipende molto dai risultati dei primi due modelli Microsoft nel mercato americano. Se sono un fallimento, Nokia e Microsoft saranno in guai seri”, continua.

Nel breve periodo si tratta quindi di avere buoni cellulari Nokia-Windows per competere sul mercato di fascia alta. Ma non è finita qui: “Per sostenere la crescita in seguito, Nokia dovrà essere brava ad aumentare le vendite di cellulari Windows Phone portando la piattaforma su terminali di fascia bassa”, continua. Sarà questa forse la sfida più imprevedibile.

L’azienda sta gestendo infatti adesso la transizione da Symbian a Windows ed è ancora in una fase in cui ha bisogno di Symbian nel mercato smartphone di fascia medio-bassa: “Dovrà tenere contenti utenti e sviluppatori per gestire al meglio la transizione”. Il rischio è che le vendite di smartphone Symbian cadano a picco, più di quanto sia sostenibile, se i consumatori e gli sviluppatori si faranno l’idea che questa è ormai una piattaforma morta.

20 Giugno 2011