St-Ericsson taglia ancora: 500 posti a rischio

RISTRUTTURAZIONE

Si allontana l'obiettivo del break-even. La joint venture vara un nuovo programma di risparmio sui costi

di Patrizia Licata
Nuovi tagli in vista per St-Ericsson, la joint venture tra StMicroelectronics ed Ericsson, che ha fatto sapere oggi che a causa dei “recenti cambiamenti nel contesto economico” e della “riduzione della domanda di prodotti legacy presso alcuni clienti”, varerà un piano di riduzione dei costi per raggiungere circa 120 milioni di risparmi l’anno entro la fine del 2012.

"Sono misure necessarie per rafforzare la posizione finanziaria della società ma che non comprometteranno lo sviluppo di nuovi prodotti e la loro consegna ai nostri clienti", ha dichiarato Gilles Delfassy, presidente e Ceo di St-Ericsson. "Continuiamo a guadagnare posizioni grazie alla nostra nuova gamma di prodotti e rimaniamo fortemente impegnati a conquistare la leadership sui mercati smartphone e tablet".

Ma anche se l'azienda continua ad essere concentrata sul miglioramento dei risultati finanziari, la strada verso la redditività sembra più lunga del previsto, perché l'obiettivo del break-even, stando ai dati di mercato attuali, non potrà essere raggiunto nel secondo semestre del 2012, come inizialmente preventivato.

Il piano di risparmi potrebbe includere dei licenziamenti: fino a 500 dipendenti in tutto il mondo sono a rischio, anche se per ora non sono stati forniti dettagli sui Paesi in cui avverranno le riduzioni di staff. I costi di ristrutturazione sono stimati intorno ai 55 milioni di dollari.

23 Giugno 2011