Usa, stretta su Google: "gigante" alla Microsoft?

LE INCHIESTE

Abuso di posizione dominante: questa l'accusa che starebbe per piombare addosso al motore a seguito di un'indagine federale e delle inchieste in corso in Texas, Caiifornia, New York e Ohio. Nel mirino anche l'accordo con Ita Software. Il sottocomitato antitrust del Senato chiama in audizione Page e Schmidt. Ma l'azienda prende tempo

di Patrizia Licata
Google nella morsa dell’antitrust: ora non sono più le autorità federali a prepararsi, come rivelato dal Financial Times, a indagare su presunte pratiche anti-concorrenziali di Big G, ma anche California, New York e Ohio hanno avviato le loro indagini per vagliare la posizione di mercato e le pratiche di business di Google, unendosi al Texas, che aveva fatto partire la sua inchiesta antitrust già l'anno scorso. I procuratori generali dei quattro Stati vogliono capire la possibile minaccia rappresentata da Google alla libera concorrenza sul mercato online a causa del suo dominio nella Internet search.

Secondo il Ft, le “nubi regolatorie che si stanno addensando” su Google negli Stati Uniti ricordano le inchieste contro Microsoft avviate più di dieci anni fa. Anche in quel caso, la prima indagine nei confronti del colosso del software è partita dal Texas, per poi estendersi ad altri Stati e a livello federale, coinvolgendo il dipartimento di Giustizia. Microsoft alla fine ha raggiunto un accordo con l’amministrazione di George W. Bush e gli Stati che avevano aperto le indagini, evitando di dover smembrare la compagnia come aveva ordinato uno dei giudici.

L’ampliarsi dell’inchiesta antitrust nei confronti di Google rischia ora di impegnare notevolmente le risorse del colosso Internet e di distrarlo dalle sue priorità di business, proprio come accaduto per Microsoft, osservano alcuni analisti. Tra l’altro, Google è sotto lo scrutinio anche della Commissione europea.

Gli Stati che hanno avviato le loro indagini antitrust su Google sono ancora alla fase iniziale del processo, che si annuncia però complesso dal punto di vista legale per Mountain View, perché le leggi antitrust possono variare nei diversi Stati Usa.

Come noto, l’indagine europea è partita in seguito a delle denunce che sostengono che Google penalizzi alcuni siti web spingendoli agli ultimi posti dei risultati di ricerca, e abusi della sua posizione dominante nella pubblicità collegata con la search. Le inchieste negli Stati Uniti sono invece state innescate dall’acquisizione da parte di Google di Ita Software e dal timore che l’ingresso nel settore dei servizi di informazioni sui viaggi possa concedere a Mountain View un vantaggio sleale sulla concorrenza.

Così anche se il dipartimento di Giustizia ha approvato l'accordo Ita quest'anno, la Federal Trade Commission ha quasi immediatamente iniziato un'indagine preliminare ad ampio raggio sulla posizione di mercato Google.

Il pressing su Mountain View non finisce qui, perché a Washington un gruppo di influenti senatori, sia repubblicani che democratici, parte del Senate antitrust subcommittee, hanno chiesto all’azienda di mandare il chief executive Larry Page o il presidente Eric Schmidt, a testimoniare in un'udienza che deve chiarire la natura del business e i comportamenti di Google. Google starebbe negoziando con il comitato per inviare, anziché Page o Schmidt, il suo massimo rappresentate legale, David Drummond.

24 Giugno 2011