Bouygues denuncia: "Il 4G interferisce col segnale tv"

FRANCIA LTE

Il 20% delle abitazioni potrebbero essere "disturbate". E per risolvere il problema servirebbero 1,7 miliardi di euro. Ma il ministero dell'Industria non ci sta: "Cifre esagerate"

di Patrizia Licata
I servizi 4G potrebbero interferire con le trasmissioni televisive in alcune aree: lo sostiene la telco francese Bouygues Telecoms, che ha chiesto al Consiglio di Stato di ripensare il processo di vendita all'asta dello spettro mobile di quarta generazione, perché è possibile che il 4G causi problemi al broadcasting. Lo riferisce il quotidiano Le Figaro che cita un documento inviato da Bouygues al Consiglio di Stato.

La telco afferma anche che esistono misure per impedire che le comunicazioni 4G interferiscano con le trasmissioni tv, ma sono costose: possono richiedere una spesa compresa tra 500 milioni e 1,7 miliardi di euro. Al momento, il modo in cui è stato progettato il processo d'asta non fa chiarezza su chi dovrà pagare per queste misure atte a eliminare le interferenze, continua Bouygues, ma l'operatore di telefonia mobile francese vorrebbe che fosse il governo a finanziarle, scrive Le Figaro.

Parigi si aspetta di ottenere almeno 2,5 miliardi di euro vendendo i diritti d'uso delle frequenze per i servizi mobili di nuova generazione. Pagare per le tecnologie che eliminano le interferenze del 4G sul broadcasting ridurrebbe notevolmente il guadagno per lo Stato. Immediata dunque la risposta del ministro dell’Industria Éric Besson: “Le interferenze riguardano una parte minima dei casi”. Per Bouygues Telecom sarebbero fino al 20% delle abitazioni, ovvero fino a un milione di utenti, ma per il governo si tratta di una stima esagerata.

“I rischi di interferenze riguardano solo un lotto delle frequenze 4G su quattro in vendita: Bouygues potrà candidarsi per gli altri tre, se pensa che i rischi siano eccessivi”, continua Besson. Il ministro nega anche che i costi della tecnologia per eliminare i problemi siano alti come stima la telco: “Si tratta di cifre esagerate”.

28 Giugno 2011