Un tesoretto da 6mila brevetti: via all'asta Nortel

MERCATI

Il patrimonio della telco canadese fa gola ai big dell'hi-tech, inclusi Google e Apple. Ma non è l'unico su cui si stanno concentrando le mire: la proprietà intellettuale è un mercato a tutti gli effetti

di Patrizia Licata
Le grandi aziende hitech fanno la fila per partecipare all'asta della proprietà intellettuale hitech di Nortel Networks. Non stupisce: la telco canadese finita in bancarotta possiede un portafoglio di 6.000 brevetti, preziosi per sviluppare nuovi device e tecnologie che potrebbero fruttare miliardi di dollari di vendite e mettere al riparo da cause brevettuali per centinaia di milioni di dollari. Per questo i creditori della telco in liquidazione intendono ricavare dall'asta molto più dei 900 milioni di dollari messi sul piatto da Google.

Ma l’asta dei brevetti Nortel che ha preso il via lunedì è solo l'evento più eclatante di un fiorente mercato dei brevetti hitech dove l’attività ferve da alcuni anni. "Da quando il mercato è decollato, da circa otto anni, la proprietà intellettuale è passata dall'essere una risorsa inutilizzata lasciata in un angolo a asset finanziario primario che può essere scambiato”, commenta Feisal Mosleh, vice president for acquisitions di Intellectual Ventures. Fondata dall’ex chief strategist di Microsoft Nathan Myhrvold, Intellectual Ventures è ritenuta il più grande acquirente di brevetti in un settore dove sono presenti altri big come RPX Corp., Acacia Research Corp. e Allied Security Trust (società di proprietà di aziende come Hewlett-Packard Co., Ericsson e Intel).

Il cosiddetto "invention capital market", come lo definisce 

Mosleh, quasi non esisteva dieci anni fa, ma oggi cresce al ritmo del 25% ogni anno. "Non mancano mai i capitali quando si tratta di comprare l’invenzione giusta”, spiega.

"C’è un mercato molto attivo e in ottima salute tra le aziende che vogliono guadagnare soldi in modo nuovo”, aggiunge Dean Becker, chief executive di Icap Patent Brokerage: un brevetto non utilizzato può essere proficuamente venduto, per esempio.

La ripresa dell'economia americana negli ultimi 24 mesi, insieme alla diffidenza degli istituti di credito tradizionali verso le proprietà non in denaro, ha spinto le aziende tecnologiche a trattare i loro portafogli di brevetti come asset finanziari e strategici, continua Becker. "Le persone erano e sono alla ricerca di fonti alternative di finanziamento”, spiega Becker.

“Le aziende possono pensare a ottenere valore dalla loro proprietà intellettuale in modi che non immaginavano prima", afferma David Descoteaux, managing director di Lazard. “Prima che si aprisse il mercato dei brevetti, gli unici modi per far fruttare un brevetto erano realizzare un prodotto e venderlo, dare la licenza ad altri per fare il prodotto e venderlo, oppure muovere causa a qualcuno per violazione del brevetto”, spiega Descoteaux. Oggi invece esiste un ricco mercato di compra-vendita: molto più conveniente che assegnare le licenze o intentare causa, aggiunge David Berten, uno dei soci fondatori di Global IP Law Group, che è anche advisor di Nortel.

30 Giugno 2011