Ngn, nessun "esproprio" della rete Telecom

LA MANOVRA FINANZIARIA

Il testo della manovra finanziaria fuga l'ipotesi di "nazionalizzazione" dell'infrastruttura: si parla di valorizzazione degli asset il cui accesso dovrà essere garantito in maniera aperta e neutrale sulla base delle tariffe decise da Agcom. Per l'avvio del Progetto Ngn servirà però un decreto attuativo

di Mila Fiordalisi
Nessuna nazionalizzazione della rete di Telecom Italia. La manovra finanziaria approvata ieri ha messo definitivamente a tacere le voci, circolate nei giorni scorsi, in merito alla possibilità di annoverare a banda larga fra i servizi universali. Il testo della manovra parla di "progetto strategico" sulla base del principio di "sussidiarietà" per la realizzazione della nuova infrastruttura a banda larga e larghissima (fibra e non solo dunque). Ma, più importante, nel testo si parla di "valorizzazione" degli asset, nonché di "ammodernamento e coordinamento delle infrastrutture esistenti": nulla a che vedere, dunque, con il paventato esproprio della rete dell'azienda presieduta da Franco Bernabè.

Gli interventi a cui fa riferimento la manovra sono inoltre limitati alle sole infrastrutture passive che dovranno essere "aperte e neutre": vale a dire che tutti gli operatori dovranno rendere le reti accessibili, senza per questo co-gestirle.

A occuparsi delle tariffe di accesso sarà escludivamente l'Agcom a cui spetta "la definizione del sistema tariffario in modo da incentivare gli investimenti necessari per la realizzazione dell'infrastruttura nazionale e assicurare un'adeguata remunerazione dei capitali investiti".

Nessun riferimento, infine, alla Cassa depositi e prestiti: si parla di una possibile iniezione di risorse pubbliche e del cofinanziamento di fondi strutturali europei (il progetto è stato inoltre messo in cima a quelli finanziabili sulla base della delibera del Cipe dell'11 gennaio scorso destinata alle opere infrastrutturali). Per l'avvio definitivo del Progetto Ngn servirà però un apposito decreto attuativo da parte del ministero dello Sviluppo economico, di concerto con Tremonti e con il parere dell'Agcom.

01 Luglio 2011