Twitter, dossier antitrust: "sleale" con gli sviluppatori?

ANTITRUST

La Federal Trade Commission Usa apre un'indagine preliminare per verificare se la società danneggia la concorrenza a favore delle applicazioni client disegnate internamente

di Patrizia Licata
Twitter finisce nel mirino della Us Federal Trade Commission per questioni antitrust: l'agenzia federale americana ha cominciato a contattare i produttori di software come parte di un’inchiesta preliminare che cercherà di capire se le pratiche di business di Twitter danneggino la concorrenza, come rivelato da due fonti confidenziali all’agenzia di stampa Bloomberg. I produttori indipendenti di applicazioni sostengono infatti che Twitter muova nei loro confronti una concorrenza sleale favorendo applicazioni e software prodotti internamente.

L’inchiesta fa seguito a un periodo di relazioni burrascose tra il servizio di microblogging da 140 caratteri e le aziende che scrivono i cosiddetti "client" Twitter, i software che permettono di aggiornare il proprio status sul sito. Da un anno a questa parte, infatti, Twitter ha cominciato a potenziare i suoi prodotti e servizi, ma indicando che molti sarebbero stati creati internamente e non da sviluppatori esterni. Inoltre, anche per gli sviluppatori esterni, i requisiti per produrre applicazioni per Twitter sono stati resi più severi e in molti prodotti parte del software è comunque stato fornito dalla società.

L’utilizzo dei tweets è esploso da quando il servizio è stato lanciato quattro anni fa. Il sito è ora utilizzato dal 13% degli adulti americani online, contro l'8% di novembre scorso, secondo i dati del Pew Research Center di Washington. La società, in competizione con il social network Facebook, sta cercando di migliorare e ampliare i suoi prodotti e di attirare più utenti e inserzionisti. La Ftc ora vuole capire meglio come Twitter gestisce le sue relazioni con le aziende che costruiscono servizi e applicazioni intorno al suo fiorente ecosistema.

Il malcontento degli sviluppatori intorno a Twitter è esploso lo scorso febbraio dopo che la società ha bloccato una serie di “client” disegnati dallo sviluppatore di Los Angeles Ubermedia perché non rispettavano le regole di Twitter, per esempio permettevano agli utenti di scrivere più di 140 caratteri. Loic Le Meur, fondatore di Seesmic, un altro Twitter client molto utilizzato, commenta: "Le opportunità su Twitter non sono aperte. Per questo noi abbiamo spostato il focus del nostro servizio da Twitter verso altri siti: a me sembra chiaro che non vogliano più i client esterni”.

01 Luglio 2011