Bessada: "Italia strategica, pronti a fare acquisizioni"

L'AZIENDA

Il nuovo ceo di Wind: "Il mercato è destinato al consolidamento". L'asta Lte è un'operazione "prematura rispetto alle necessità del business: la vera partita si giocherà in futuro"

di Mila Fiordalisi
"L’Italia? Un mercato in cui investiremo molto". Parola di Ossama Bessada, da fine aprile nuovo ceo di Wind e Group executive vice president della Business Unit Europa e Nord America. In visita a Roma dove ha presenziato all’inaugurazione del nuovo flagship store di piazza di Spagna, il numero uno della società di Tlc ha fatto il punto sulle strategie a seguito della fusione fra Vimpelcom e Wind Telecom (la prima possiede, attraverso Wind Telecom, il 51,7% di Orascom Telecom ed il 100% di Wind Telecomunicazioni- Wind Italia). Fusione che ha già sortito l’innalzamento dei livelli di rating della new company. L’agenzia Standard & Poor’s ha alzato di un livello - da BB- a B+ - il rating sul debito a lungo termine di Wind Telecomunicazioni, confermando l’outlook “stabile” per la compagnia.
Già nel precedente ruolo di direttore generale di Wind, Bessada aveva espresso a chiare lettere le intenzioni dell’azienda a potenziare gli investimenti sul mercato Italia manifestando interesse nei confronti di Bt Italia. “Saremmo pronti a considerare l’acquisizione se fosse in vendita”, aveva detto un anno fa ai microfoni della Reuters. E se è vero che Bt Italia ha successivamente smentito ipotesi di vendita il “dossier” di fatto resta aperto. Così come è aperto il “capitolo” 3 Italia: più volte nel corso degli anni sono circolate voci in merito alla cessione dell’azienda capitanata da Vincenzo Novari. Ora il cerchio potrebbe stringersi.
Bessada, avete intenzione di investire. State puntando su 3?
Non ho informazioni ufficiali sulla vendita dell’azienda, ma posso rispondere che certamente investiremo nel mercato italiano. In ogni caso il tango si balla in due, quindi staremo a vedere. Gli azionisti ci hanno dato ‘mandato’ in tal senso: l’azienda ci ha messo a disposizione un budget in linea con l’obiettivo numero uno del merger fra Sawiris e il gruppo Vimplecom, che è quello di dare vita al sesto gruppo mondiale di Tlc. In Italia c’è spazio per gli investimenti: il mercato è destinato al consolidamento e molti player usciranno di scena.
Che ne è del progetto di realizzazione della Ngn nazionale? Come procedono le discussioni al Tavolo Romani? Qual è la posizione di Wind?
Posso dire che il ruolo del governo, in particolare nella partita Ngn, e dell’Agcom, deve essere quello di stimolare gli investimenti da parte degli operatori di Tlc. Wind è a favore di una rete di respiro nazionale con la partecipazione di tutti. Ma c’è bisogno di regole chiare e di un impegno da parte di tutti gli attori coinvolti nella partita.
Ci sono novità sulla nomina del presidente di Wind?
Il presidente di Wind sarà certamente italiano: è nei nostri piani e il processo di selezione è già in corso.
Capitolo Lte: quali sono le intenzioni ed i progetti di Wind e che ne pensa della gara italiana?
Una cosa è certa: la gara arriva in anticipo rispetto ai tempi del mercato. È un tantino prematura rispetto alle prospettive del business.
Quindi, non vi interessa?
No, ci interessa eccome. E certamente parteciperemo. Dico solo che rispetto alle esigenze del mercato le frequenze all’asta per il momento non sono strettamente necessarie. Gli obiettivi del nostro business plan sono orientati alla crescita ma riguardo alle risorse frequenziali possiamo andare avanti tranquillamente per i prossimi tre anni senza la necessità di spettro aggiuntivo. Fra l’altro c’è il refarming di altre frequenze che consentirà di procedere senza intoppi. Va da sé che gli 800 Mhz sono indispensabili sul lungo periodo nell’ottica di un’offerta sempre più mirata sui servizi ad alto valore aggiunto e sulla disponibilità di una maggiore connettività in termini di bit per il cliente finale. Ma ripeto, ciò non accadrà domani.

04 Luglio 2011