Bt Italia taglia 320 posti di lavoro entro il 2012

TLC

Piano di ristrutturazione per British Telecom che in Italia annuncia il taglio di 320 posti di lavoro

Tagli all'organico per 320 dipendenti sui 1.400 attualmente impiegati in Italia. Questa la prospettiva illustrata dai vertici di British Telecom Italia nella riunione con i rappresentanti sindacali secondo il piano industriale 2009-2012.
"L'iniziativa - spiega Bt Italia - si inserisce nell'ampio processo di ristrutturazione, presentato lo scorso 14 maggio 2009 a Londra dal Gruppo BT, e volto a consentire alla multinazionale inglese un recupero di efficienza e competitivita". BT Italia che negli ultimi anni è cresciuta sul mercato domestico dei servizi di telecomunicazione per le grandi imprese, anche grazie ad una serie di importanti acquisizioni tra cui Atlanet e I.Net - fino a diventare il principale concorrente di Telecom Italia con una quota del 16% - sta risentendo della crisi che ha investito l'economia mondiale e quella italiana, provocando una contrazione del mercato delle telecomunicazioni per le imprese e soprattutto una forte riduzione dei prezzi unitari. "Ciò impone a BT Italia di definire un nuovo piano industriale che, oltre a traguardare un'ulteriore crescita, prevede una forte attenzione a tutti i costi dell'azienda" si legge nel comunicato dell'azienda.
"Con il nuovo piano industriale - sostiene la società - BT Italia intende, da una parte, incrementare l'efficienza e l'efficacia dei propri processi e con ciò ridurre sensibilmente i propri costi operativi, ma al tempo stesso garantire una struttura operativa adeguata ai volumi di business del mercato italiano, uno dei piu' importanti per BT al di fuori del Regno Unito".
Il piano ricorre anche a "leve gestionali incentrate sulla riduzione di tutte le voci di costo, tra le quali: l'ottimizzazione di tutti i costi di accesso e interconnessione sfruttando appieno le tecnologie più innovative; la riduzione dei costi di rete attraverso un ridisegno dell'architettura e chiusura delle infrastrutture legacy; la riduzione dei costi di manutenzione e servizi esterni attraverso la razionalizzazione del parco fornitori; il consolidamento delle strutture dei data center".
L'obiettivo - come ha spiegato Corrado Sciolla, Amministratore delegato di BT Italia - "è quello di consentire a BT Italia di recuperare efficacia operativa ed efficienza senza diminuire il livello di servizio ai nostri clienti. Rimettiamo al tavolo di confronto aperto oggi con le organizzazioni sindacali l'individuazione, con la massima flessibilità delle modalità di attuazione del Piano".

"Immediato ritiro dei licenziamenti". È questo la risposta del sindacato Scl-Cgil al taglio di personale annunciato da BT.  “British Telecom Italia propone come strategia di rilancio ben 320 licenziamenti. Chiediamo immediatamente il ritiro dei licenziamenti che significherebbero la fine di tutta BT - dichiara infatti Alessandro Genovesi, segretario nazionale del sindacato dei lavoratori delle telecomunicazioni.

“Non possono essere le lavoratrici ed i lavoratori di BT Italia – che in questi anni hanno responsabilmente dato il proprio contributo al risanamento dell’azienda – a pagare per gli errori del management inglese. Già nelle prossime ore infatti si terranno assemblee per individuare e decidere le azioni più idonee per contrastare queste scelte.”





10 Giugno 2009