Roaming, rivoluzione Ue: all'estero si potrà scegliere un altro operatore

IL PROVVEDIMENTO

La proposta adottata dalla Commissione punta ad abbassare le tariffe facendo leva sulla concorrenza. Da luglio del 2014 possibità di firmare un contratto con un gestore diverso per i servizi oltreconfine. Kroes: "Un provedimento a tutela i consumatori". Rudd (Gartner): "Cambierà il panorama del mercato"

di Federica Meta
Bruxelles stringe i tempi sul taglio del roaming. Oggi infatti la Commissione ha presentato le sue nuove proposte, con l'obbiettivo di garantire ulteriori vantaggi agli utenti della telefonia cellulare in tutta Europa. In vista della scadenza dell'attuale normativa, prevista per giugno 2012, la Ue proporrà dunque nuove regole per i costi transfrontalieri, puntando a ridurre i costi nel lungo periodo. L'obiettivo è risolvere in maniera strutturale il problema degli eccessivi prezzi al dettaglio per questi servizi, prevedendo massimali tariffari di salvaguardia per i prezzi al dettaglio non solo riguardo ai servizi vocali e di testo, ma anche al roaming di dati.

Nel dettaglio il regolamento proposto, direttamente vincolante, introdurrebbe per la prima volta provvedimenti strutturali intesi a favorire la concorrenza: dal 1° luglio 2014, infatti, i clienti avrebbero la possibilità di firmare un contratto più conveniente per i servizi di roaming, separato dal contratto per i servizi di telefonia mobile nazionale, mantenendo però lo stesso numero. La proposta darebbe inoltre agli operatori mobili (compresi i cosiddetti “operatori mobili virtuali”, ossia quelli che non dispongono di una rete propria) il diritto di utilizzare le reti di altri operatori, in altri Stati membri, a prezzi all’ingrosso regolamentati, incoraggiando così più operatori a competere sul mercato del roaming.

Nell’attesa che i provvedimenti strutturali diventino pienamente effettivi e che i prezzi al dettaglio scendano per effetto della concorrenza, la proposta prevede una diminuzione progressiva degli attuali massimali di prezzo al dettaglio per i servizi voce e Sms e introduce un nuovo massimale di prezzo al dettaglio per i servizi mobili di dati. Entro il 1° luglio 2014 i clienti di roaming pagheranno al massimo 24 centesimi al minuto per le chiamate effettuate, 10 centesimi al minuto per le chiamate ricevute, 10 centesimi per inviare un messaggio di testo e 50 centesimi al Megabyte (MB) per scaricare dati o navigare su Internet quando sono all’estero (fatturati per kilobyte utilizzato).

“Questa proposta affronta il problema alla radice, ossia la mancanza di concorrenza nei mercati del roaming, dando ai clienti una scelta più ampia e agli operatori alternativi un accesso più semplice al mercato del roaming – puntualizza il commissario per l’Agenda digitale Neelie Kroes - I prezzi del roaming di dati dovrebbero scendere immediatamente rispetto a quelli attuali, che riflettono gli enormi margini di profitto degli operatori”.

Nell'Agenda europea per il digitale, adottata nel maggio 2010, la Commissione si era posta l'obiettivo di eliminare completamente entro il 2015 le differenze tra le tariffe di roaming e quelle dei servizi forniti a livello nazionale. Attualmente il prezzo per i servizi vocali in roaming è ancora circa tre volte superiore a quello dei servizi nazionali. Per il roaming di dati la differenza è ancora maggiore: in media scaricare un MB nel proprio paese costa infatti ai consumatori meno di 5 centesimi, mentre si possono pagare anche 2,60 per scaricare la stessa quantità di dati all'estero. Considerando che i costi all'ingrosso per il roaming di dati si sono ridotti notevolmente, la Commissione vuole fare in modo che i consumatori possano beneficiare di tale riduzione.

La proposta è stata presentata per adozione al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri dell’Unione.
Secondo una relazione adottata oggi dalla Commissione, il vigente regolamento sul roaming ha temporaneamente ridotto i prezzi delle chiamate e degli Sms in roaming, ma non ha rimediato alla mancanza di concorrenza sul mercato, con la conseguenza che le tariffe continuano ad essere estremamente vicine ai massimali al dettaglio.
La proposta, che sarà presentata per adozione, delinea anche gli approcci da seguire per ovviare la scarsa concorrenza nel mecarto e conseguentemente, la poca scelta a disposizione dei consumatori. Secondo Bruxelles è necessario, per prima cosa semplificare l’accesso ai mercati del roaming per gli operatori alternativi (come gli operatori virtuali di reti mobili) imponendo agli operatori di altri Stati membri di concedere l’accesso alle proprie reti a prezzi all’ingrosso regolamentati. In questo modo si creerebbe maggiore concorrenza tra i vari operatori, che sarebbero incentivati ad offrire ai clienti tariffe e servizi più interessanti.

Fondamentale anche lasciare ai clienti la facoltà di scegliere un provider alternativo per i servizi di roaming indipendente dal provider dei servizi nazionali. Una volta oltrepassata la frontiera, il cliente passerebbe automaticamente al provider di servizi roaming che ha scelto, senza dover compiere alcuna azione e mantenendo lo stesso numero e la stessa carta SIM. La trasparenza ne risulterebbe potenziata e i clienti potrebbero cercare le offerte di roaming più vantaggiose, incoraggiando gli operatori ad offrire prezzi più competitivi.

Fino a quando queste soluzioni strutturali non avranno dato tutti i risultati previsti, la proposta permetterebbe di introdurre un nuovo massimale per i prezzi al dettaglio del roaming di dati (che rimarrebbe in vigore fino a metà 2016). Questo garantirebbe agli utenti di smart phone, tablet e altri dispositivi per accedere a Internet su reti mobili, di navigare anche all’estero senza dover pagare bollette stratosferiche. La Commissione propone che a partire dal 1° luglio 2012 i consumatori non paghino più di 90 centesimi per megabyte (MB) scaricato, destinati a calare drasticamente fino a 50 centesimi al MB entro luglio 2014 (i prezzi sarebbero calcolati per kilobyte in base all’uso effettivo). Il regolamento vigente non prevede massimali per i prezzi al dettaglio del roaming di dati; i massimali per i prezzi all’ingrosso, in vigore da luglio 2009, non si sono però tradotti in risparmi per i consumatori. La media globale dei prezzi al dettaglio per scaricare dati in un altro Stato membro, pari a 1,06 euro a fine 2010, non rispecchia le forti differenze tra i prezzi applicati. Ad esempio, i consumatori spendono in media 2,23 euro/MB per i dati scaricati all’estero sulla rete di un altro gruppo di telefonia mobile, ma in alcuni casi si registrano prezzi molto più elevati (con picchi di 12 euro/MB). È importante tenere presente che i massimali al dettaglio proposti dovrebbero essere solo una rete di sicurezza per i consumatori, perché la Commissione prevede che i provvedimenti strutturali proposti favoriranno la concorrenza portando a offerte tariffarie paneuropee e prezzi inferiori, ben al di sotto dei massimali.

In questo contesto di potrebbero anche mantenere i massimali al dettaglio per i servizi di roaming voce ed Sms e la la protezione dalle bollette esorbitanti dovute al roaming di dati: le bollette mensili di coloro che viaggiano all’estero per turismo o per lavoro e che accedono a dati sulle reti mobili continueranno ad essere limitate a 50 euro a meno che i clienti non scelgano esplicitamente un importo massimo diverso.

Infine si conserverebbero i massimali sui prezzi all’ingrosso tra operatori per tutti i servizi di roaming fino al 2022 (servizi voce, Sms e dati) per creare condizioni di investimento prevedibili per gli operatori alternativi. I massimali di prezzo all’ingrosso potrebbero essere eliminati prima del 2022 se i dati di mercato indicheranno che la concorrenza si è sufficientemente sviluppata.

Il nuovo regolamento, infine, continuerebbe a imporre agli operatori di fornire informazioni sui prezzi del roaming ai consumatori che entrano in un altro Stato membro, ma per questi ultimi sarebbe semplice disattivare tale servizio.

"I ricavi relativi al roaming variano da operatore ad operatore, ma in generale rappresentano circa il 10% del total.  Tali ricavi sono da qualche tempo sotto pressione a causa della concorrenza, ma anche perché alcuni segmenti di utenza, come quella aziendale, sono interessate ad ottenere condizioni migliori, situazione – questa – che ha determinato un calo di prezzi - spiega Katja Ruud, Gartner research director - La perdita di gettito misurata a parità di perimetro può essere affrontata dagli operatori incoraggiando quei consumatori, che finora non hanno usato o lo hanno fatto in misura ridotta dati in roaming per paura delle bollette choc".

"Chiaramente gli operatori mobili non vogliono tetti tariffari né tantomeno la loro regolamentazione e, dunque, hanno messo in campo diverse azioni di pressione nei confronti del legislatore e presentato piani alternativi - prosegue la Rudd - Tra questi la tariffazione forfettaria in tutta Europa, che preleva il tuo “alloction” quando sei all’estero, oppure la diffusione di informazioni “proattive” su cosa fare per evitare bollette esorbitanti, la notifica di aver raggiunto i 50 euro di traffico consumato".

Gli utenti, da parte loro, potranno scegliere operatori alternativi anche solo per il roaming e c’è la possibilità di veder nascere operatori che fanno solo questa attività. E se questo accadesse anche gli operatori di rete saranno probabilmente portati ad allineare i loro prezzi.

"Ciò che resta fondamentale per quanto riguarda gli investimenti di rete di qualsiasi tipo è che le condizioni normative siano elaborate in anticipo in modo chiaro per permettere agli investitori di valutare condizioni di business realistiche - conclude l'analista - In Europa, abbiamo già diversi casi di condivisione di rete tra concorrenti ma, nel complesso, gli Vno non sono riusciti a guadagnare quote di mercato significative".

06 Luglio 2011