Trasporto aereo, gli Usa dicono addio ai radar. Arriva il Gps

NEXTGEN

Con il progetto NextGen i piloti saranno assistiti da navigatori di bordo alla stregua dei veicoli stradali: le informazioni in real time permetteranno atterraggi più veloci e meno consumo di carburante

di F.Me.
Radar addio, benvenuto Gps. Dopo oltre 60 anni gli Stati Uniti, con il programma NextGen, elaborato e gestito dalla Faa (Federal Aviation Administration) - si apprestano a dire addio alle vecchie stazioni di controllo per fare spazio al Global Positioning System che permetterà agli aerei di viaggiare con maggiore sicurezza e consumando meno carburante. Secondo gli esperti l’iniziativa rappresenta una svolta epocale in grado di creare "un nuovo modello di traffico aereo che sarà valido almeno per i prossimi 75 anni".

L'idea alla base del NexGen è semplice: installare nella cabina di comando un impianto Gps, mettendo il pilota nelle condizione di guidare il velivolo alla stregua di un’automobile in grado di selezione il percorso migliore, di avvistare in autonomia perturbazioni e, infine, di prepararsi per l'atterraggio solamente a pochi chilometri dalla pista e non – come accade ora - con mezz’ora di lenta discesa, dispendiosa in termini di carburante.
Oggi negli Stati Uniti si contano 50mila rotte giornaliere che corrono lungo corridoi fissi, sorvegliati a terra da 15 mila stazioni radar.

Entro l’estate il progetto il Parlamento dovrà dare il via libera. Le Camere stanno valutando se e come coprire i 22 miliardi di dollari necessari per renderlo pienamente operativo entro il 2020. Una spesa consistente, cui si devono sommare i 20 miliardi di dollari di investimenti a carico delle compagnie private, da qui al 2025.

06 Luglio 2011