La videoconferenza piace. Ma solo sulla carta

IN AZIENDA

In Europa la metà dei dirigenti crede nei vantaggi economici della comunicazione a distanza ma solo 6 aziende su 10 hanno implementato soluzioni ad hoc

di F.Me.
La collaboration stenta a dceollare e i viaggi di lavoro sono a duri a morire. E' la fotografia scattata dallo studio condotto da Coleman Parkes Research per conto di Polycom che rileva un forte divario tra il valore di business dei viaggi aziendali che registra una diminuzione costante e il loro aumento in Europa.

Da un lato, circa un quarto dei dirigenti europei intervistati prevede di aumentare il volume dei viaggi aziendali nel 2011, mentre, dall'altro lato, un terzo (33%) si chiede se la propria attività ottenga vantaggi reali da questi spostamenti e se molte delle riunioni che costringono gli intervistati a trascorrere tanto tempo lontano dal proprio ufficio non potrebbero invece essere svolte mediante videoconferenza. Molti lamentano anche una sensazione di stress e ammettono di aver perso occasioni per stare con la famiglia, come compleanni e anniversari.

Quasi la metà (45%) ritiene che l'azienda possa risparmiare molti soldi utilizzando soluzioni di videoconferenza. Soluzioni che però stentano a decollare: quattro aziende su 10 non ha tuttora implementato la videoconferenza, una pratica che molte aziende hanno riscontrato come efficiente in termini di tempi e di costi.

E analisti forniscono anche una spiegazione al divario: circa la metà (il 51%) di tutti i voli nazionali a breve percorrenza erano frequentati da dirigenti che partecipavano a riunioni di routine, a cui avrebbero potuto prender parte anche tramite videoconferenza con costi, tempi e interruzioni delle attività aziendali di minore entità nonché con meno stress per sé e la famiglia.

07 Luglio 2011