Telecom Italia cresce in Brasile. Acquisita Aes Atimus

MERCATI

Tim Partecipacoes acquista per 700 milioni di euro la società prorietaria di una rete in fibra ottica da 5500 km che copre 21 comuni nel tessuto urbano di San Paolo e Rio. "Asset fondamentale per il rafforzamento della posizione competitiva di Tim Brasil". Bernabè: "Investimento non finanziario, ma puramente industriale"

di Federica Meta
Telecom si rafforza in Brasile. Il gruppo italiano - attraverso Tim Partecipacoes - ha firmato l'accordo con Companhia Brasiliana de Energia per l'acquisizione del gruppo Aes Atimus per un corrispettivo di circa 700 milioni di euro (1,6 miliardi di reais).

"Abbiamo realizzato un investimento non finanziario, ma puramente industriale e infrastrutturale", ha sottolineato il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè nella conferenza stampa di presentazione dell'operazione.
"Oggi non è una giornata calmissima per i mercati finanziari - ha puntualizzato Bernabè - per circostanze che riguardano l'intero sistema Paese. Ma al di là delle fibrillazioni finanziarie, l'industria deve continuare a crescere e a creare occasioni di miglioramento competitivo".

"L'acquisizione di oggi - ha rimarcato - ci dà prospettive importanti in Brasile dove cresceremo e abbiamo già una solida posizione competitiva, e in America Latina e in particolare in Brasil dove il gruppo, dall'inizio dello scorso decennio, non effettuava operazioni di un certo rilievo.

L'operazione ha molti tratti in comune con Intelig,  che è stata "un'integrazione molto rapida e con ritorni di gran lunga superiori a quelli previsti". Luca Luciani, Ceo di Tim Brasil, gli fa fatto eco, sottolineando che "la prospettiva di  accelerare la crescita è la nostra responsabilita'".

Aes Atimus è proprietaria di una rete a fibra ottica con una estensione di 5.500 km che copre in modo capillare 21 comuni del tessuto urbano di San Paolo e Rio. L'anno scorso il gruppo ha realizzato un fatturato di 211 milioni di reais e un margine ebitda del 63%. Aes Atimus ''rappresenta un asset fondamentale - si legge in un comunicato - per garantire a Tim Brasil un rafforzamento della propria posizione competitiva''. Il closing dell'operazione è previsto entro il quarto trimestre dell'anno in corso dopo le necessarie approvazioni societarie e delle autorità competenti.

"L’infrastruttura oggetto dell’accordo odierno - puntualizza Telecom Italia - permetterà tra l’altro a Tim Participações  di; rafforzare lo sviluppo della rete mobile grazie a collegamenti in fibra ottica (cosiddetto backhauling) delle stazioni di trasmissione, permettendo di estendere e accelerare i servizi di broadband mobile;
beneficiare di sinergie tramite l’internalizzazione dell’infrastruttura d’accesso di Aes, facendo venire meno l’esigenza di affitto dei collegamenti da altri operatori.

L’infrastruttura in fibra di Aes Atimus si integra perfettamente con quella di Intelig (basata essenzialmente sulle cosiddette dorsali di backbone), società acquisita nel 2009, consentendo un forte sviluppo della sua offerta corporate nonchè di cogliere selettivamente opportunità nel prospettivo scenario di convergenza nel mercato brasiliano.  L’operazione consentirà possibili sinergie in termini di opex e capex per 1 miliardo di reais in tre anni.

L'acquisto della brasiliana Aes Atimus ''non modifica - puntualizza la nota - il piano di delevarage del gruppo presentato al mercato finanziario lo scorso febbraio''. Alla conferenza stampa è intervenuto anche il Cfo di Telecom Italia, Andrea Mangoni  che ha precisato: "La generazione di cassa di Telecom Italia è in grado di  finanziare una rilevante riduzione dell'indebitamento e far tornare la società ad avere ambizioni di crescita esterna". Bernabè e Mangoni hanno fatto notare che l'acquisizione è stata realizzata "a un prezzo molto buono", considerando che è avvenuta all'incirca agli stessi multipli  di Metroweb, con la differenza che il mercato brasiliano ha  davanti rilevanti prospettive di crescita.

Bernabè ha poi sottolineato che Telecom Italia, va verso la dismissione di attività minori. "In un portafoglio importante come il nostro - ha messo in rilievo - ci sono attività minori. Il core sono le infrastrutture, l'accesso e il mobile. Tutto il resto 'defocalizza'. Stiamo dunque effettuando una revisione del portafoglio, per focalizzarci ulteriormente".

08 Luglio 2011