Apps, la mancanza di interoperabilità "blinda" i clienti

L'ANALISI

L'impossibilità di trasferire le applicazioni fra smartphone con sistemi operativi differenti rappresenta una difficoltà nella scelta dell'utente di cambiare telefonino. Apple e Google i due grandi antagonisti: difficilmente si passa dall'una all'altro

di Patrizia Licata
I proprietari di smartphone sono fedeli. All’Os. Secondo uno studio di Kantar Worldpanel ComTech, chi ha un cellulare multi-funzione mostra una certa riluttanza a cambiare piattaforma, per cui i provider dei sistemi operativi dovrebbero puntare su chi compra lo smartphone per la prima volta per continuare a crescere.

"Non ci sono molti casi di consumatori che passano da Android a Apple o viceversa”, dichiara Dominic Sunnebo, global consumer insight director di Kantar Worldpanel ComTech. “I nostri dati dimostrano che i clienti di Apple e di Android sono molto fedeli quando scelgono l’aggiornamento al sistema operativo: restano col provider di sempre”.

Il motivo principale risiede nelle apps. Sono fondamentali per l’esperienza utente sullo smartphone e non si possono trasferire da un Os all’altro. In Francia, per esempio, nota Sunnebo, il 17% dei proprietari di iPhone scarica più di 10 applicazioni al mese. “Si tratta di un investimento importante che andrebbe perso se si passasse a un Os differente, visto che le apps non sono trasferibili”, afferma l’analista.

Quanto al prezzo degli smartphone, Sunnebo mette in guardia. E’ vero che per il primo device si tende a spendere poco, il che favorisce i produttori di modelli low-cost come Zte e Huawei, ma una volta provato lo smartphone, gli utenti sono pronti a spendere di più. “La vera competizione si giocherà sempre sui modelli di fascia medio-alta”, secondo Sunnebo.

Kantar Worldpanel ComTech rivela anche che Android è la piattaforma per smartphone cresciuta più rapidamente nelle 12 settimane terminate il 12 giugno in Usa, Uk, Giappone, Germania, Francia, Italia, Spagna e Australia e ha rappresentato la quota più ampia delle vendite di smartphone nello stesso periodo su tutti questi mercati tranne Italia (dove domina ancora, pur se in caduta libera, Symbian) e Australia (dove vince iOs).

L’Os di Google mostra delle performance eccellenti soprattutto in Giappone (rappresenta il 64% delle vendite di smartphone) e negli Stati Uniti, dove Android ha conquistato uno share del 57% delle vendite di smartphone, contro il 19% di un anno prima, alle spese dei BlackBerry, la cui quota è diminuita del 23,7% e ora si attesta intorno all’8,8%. Continuano le difficoltà per Symbian, particolarmente in Italia e Spagna: qui il suo share delle vendite di smartphone si è contratto rispettivamente del 30,2% e del 37,6%.

13 Luglio 2011