Ue, j'accuse dei navigatori: "Gli Internet provider non rispettano i contratti"

EUROBAROMETRO

Eurobarometro: per un utente su quattro la velocità di upload e download è inferiore rispetto a quanto indicato al momento della sottoscrizione dell'offerta. Il commissario Kroes: "Le autorità nazionali adottino provvedimenti affinché gli operatori garantiscano la massima trasparenza"

di Federica Meta
Agli europei piacciono i “pacchetti”. Secondo l’indagine “E-Communications Household” dell’Eurobarometro quattro famiglie su dieci comprano servizi internet, telefonici e televisivi “integrati” da un unico fornitore. Inoltre il 65% delle persone limita l’uso del cellulare per via dei costi e le telefonate via internet sono sempre più popolari.

Nel dettaglio il 42% dei nuclei famigliari è abbonato a un servizio “integrato”, mentre 61% di tutti gli accessi internet e metà dei servizi di telefonia fissa sono acquisitati nell’ambito di un pacchetto. Il 41% ha dichiarato che il principale vantaggio di questi pacchetti è la comodità di avere un unico fornitore di servizi ed un’unica fattura mentre il 33% ritiene che questa soluzione costi meno rispetto al pagamento separato di ciascun servizio.
“Tuttavia 16% ritiene che i pacchetti offrono servizi di cui i clienti non hanno bisogno – si legge nel report - e un ulteriore 10% si interroga sulla mancanza di trasparenza e chiarezza in relazione ai costi e alle condizioni di ciascun servizio”.

Una persona su quattro tra quelle interpellate ritiene che la velocità di upload e download di internet non rispetti le condizioni del contratto che hanno sottoscritto (un problema già rilevato nella comunicazione “Neutralità della rete” della Commissione ) e uno su tre dichiara di aver subito interruzioni della connessione. La nuova legislazione dell’Ue in vigore dal 25 maggio 2011 impone ai fornitori di servizi di fornire ai clienti, prima che firmino un contratto, informazioni esaustive e affidabili sui livelli di qualità minimi, concernenti la velocità effettiva della connessione ed eventuali limiti della velocità di internet. La Commissione sta attualmente analizzando la velocità della banda larga e altre questioni relative alla trasparenza e alla qualità.

Sei famiglie su dieci dichiarano di non aver mai preso in considerazione la possibilità di cambiare fornitore di servizi; il 77% delle famiglie sono “inerti”, ossia non cambierebbero mai il pacchetto che hanno sottoscritto. Il 12% dei nuclei famigliari cambia regolarmente fornitore e un altro 12% vorrebbe cambiare fornitore ma non lo fa per svariate ragioni. Tra i rischi insiti nel cambiamento di fornitore si annovera il rischio di interruzione temporanea del servizio e di dover pagare più fornitori nella fase del passaggio e le scarse informazioni sulla procedura da seguire per effettuare questo cambiamento.

“I consumatori ci stanno facendo capire chiaramente che sono preoccupati perché non ottengono la velocità di internet e la qualità dei servizi loro promessi – sottolinea Neelie Kroes, commissario per l’Agenda digitale - Le autorità nazionali devono adottare provvedimenti adeguati per garantire che gli operatori rispettino le nuove regole dell’Ue che impongono loro la massima trasparenza in materia di velocità di connessione e qualità del servizio. Se ciò non bastasse, non esiterò ad adottare altre misure sotto forma di orientamenti normativi o addirittura atti normativi.”

Dall’indagine emerge inoltre che i cittadini Ue sono preoccupati per la questione della riservatezza dei dati – l’88% degli intervistati ha dichiarato che gradirebbe essere informato in caso di smarrimento, alterazione o furto dei dati raccolti dal fornitore di servizi di telecomunicazione. Secondo le nuove regole in vigore dal 25 maggio 2011, gli operatori di telecomunicazioni e i fornitori di servizi internet sono tenuti ad adottare misure di sicurezza rigorose per tutelare il nome, l’indirizzo email e le coordinate del conto bancario dei loro clienti, ma anche i dati relativi alle telefonate e alle sessioni internet effettuate. Le nuove regole impongono agli operatori di informare immediatamente le autorità preposte alla protezione dei dati e i loro clienti qualora si verificasse una violazione della sicurezza o la perdita o il furto di dati personali.

12 Luglio 2011