Nokia-Siemens, nessuna vendita di quote

MERCATO

Fallisce il piano per l'ingresso di fondi di private equity nella joint venture Nsn. Atteso per la fine dell'estate l'annuncio di un piano di ristrutturazione

di Patrizia Licata
Il private equity esce di scena, Nokia e Siemens rinnovano l’impegno nella joint venture Nsn. Come noto, negli scorsi mesi alcune società di investimenti privati hanno avvicinato il vendor di attrezzature di telecomunicazioni per rilevarne la quota di controllo e rilanciarne il business. Ma Nsn non è riuscita a raggiungere un accordo con alcuna società del private equity e oggi il presidente della jv Olli-Pekka Kallasvuo ribadisce che l’attuale proprietà, divisa tra Nokia e Siemens, sarà in grado di assicurare al meglio il futuro della compagnia. Stando al Financial Times la joint venture dovrebbe annunciare un piano di ristrutturazione per fine agosto-primi di settembre.

“Riteniamo che gli attuali shareholder siano nella posizione migliore per trarre il massimo valore dalla compagnia”, ha dichiarato Kallasvuo.

"Abbiamo incontrato le società del private equity interessate e valutato le loro proposte e questa settimana Nokia e Siemens hanno deciso che, in base a quanto emerso, mantenere l’attuale proprietà è la scelta migliore per dare più valore alla jv", ha aggiunto il portavoce di Nokia James Etheridge, come riporta il Dow Jones Newswires.

"Siamo dell’opinione che ogni nuova proprietà debba apportare un beneficio a lungo termine per Nsn e tutti i suoi clienti”, ha commentato Siemens, ribadendo tuttavia che nella sua strategia a lungo termine l’azienda tedesca non vede Nsn come core business.

Nsn ora ha fatto sapere che continuerà ad adottare misure per aumentare la sua competitività e ridurre i costi. La jv rappresenta la seconda maggior divisione di Nokia per revenue e la sua perdita operativa di 686 milioni di euro ha intaccato in modo significativo gli utili di gruppo (1,85 miliardi) lo scorso anno.

L’analista Per Lindberg di Abg Sundal Collier concorda con la scelta di Nokia e Siemens di gestire in prima persona Nsn, anziché cederla al private equity. "Nsn ha bisogno di un proprietario industriale che sappia e voglia finanziare la società, piuttosto che di proprietari del private equity con visioni di breve termine che taglierebbero sulla ricerca e sviluppo”, afferma Lindberg.

"Ora la domanda è chi prenderà il pieno controllo di Nsn tra due anni, perché nel 2013 l’accordo tra Nokia e Siemens finisce”, aggiunge l'analista. Allora una delle due aziende comprerà la quota della partner.

14 Luglio 2011