Ericsson, secondo trimestre sotto le attese

BILANCIO

La casa svedese chiude il periodo aprile-giugno con utile netto a 341 milioni di euro, in aumento del 59%, inferiore alle stime degli analisti. Sui risultati pesano le perdite di Sony Ericsson e ST-Ericsson e il calo di redditività del networking in Europa

di Paolo Anastasio
Ericsson, il primo produttore mondiale di apparecchiature di netowrking, ha chiuso il secondo trimestre con ricavi e utili sotto le attese degli analisti. Lo rende noto il Wall Street Journal, precisando che il risultato inferiore alle previsione è dovuto in parte ai costi di ristrutturazione e alla solidità della corona svedese, che hanno penalizzato le vendite sul fronte networking.

L’azienda ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 54,8 miliardi di corone (6 miliardi di euro), in aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2010. L’utile netto, inferiore alle stime degli analisti, è cresciuto del 59% a 3,2 miliardi di corone (341 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2010, ma è calato del 21% rispetto al trimestre precedente. Il margine operativo lordo è stato del 37,8% nel secondo trimestre, rispetto al 39% dell’anno scorso.

La riduzione del Mol è stata imputata alla riduzione dei margini dei contratti di network mobili basati su tecnologia 3G e dei progetti di modernizzazione delle reti in Europa. Altri progetti del genere sul mercato europeo sono attesi nella seconda metà del 2011 e metteranno sotto pressione la redditività dell’azienda, riferisce il Financial Times.

L’azienda svedese ha registrato un calo del 6% dell’utile operativo, a 5 miliardi di corone, deludendo le previsioni del mercato. Il calo è parzialmente dovuto a costi di ristrutturazione per 1,7 miliardi di corone, anticipati rispetto ai programmi, a causa del programma di pre pensionamento ed esubero volontario in atto presso le attività svedesi del gruppo.

L’utile netto è stato penalizzato, a sorpresa, dalle perdite nette per 50 milioni di euro nel secondo trimestre da parte di Sony Ericsson, il braccio mobile dell’azienda in joint venture con Sony. Perdite ascritte alla carenza di componentistica, in seguito al terremoto giapponese di marzo e alla contrazione della domanda di telefonini tradizionali.

Ericsson ha inoltre fatto capire che potrebbe ricorrere ad una svalutazione in ST-Ericsson, la joint venture con STMicroelectronics specializzata in semiconduttori nel settore wireless, che ha registrato perdite nette per 221 milioni di dollari nel secondo trimestre, dovuti in primo luogo al calo della domanda per i suoi prodotti destinati ai cellulari. La joint venture ST-Ericsson ha chiuso il secondo trimestre del 2011 con vendite nette in calo a 385 milioni di dollari rispetto ai 444 milioni del trimestre precedente e ai 544 milioni di un anno fa.

La perdita netta del gruppo è salita a 181 milioni di euro (-149 al 31 marzo e -118 milioni alla fine del secondo trimestre del 2010).

La perdita operativa si attesta a 222 milioni di euro rispetto al rosso operativo di 148 milioni di euro del secondo quarto del 2010. Il trimestre si chiude con una perdita netta 221 milioni di euro. La posizione finanziaria netta del gruppo al 30 giugno è negativa per 427 milioni di dollari. Per il terzo trimestre la società si attende vendite sostanzialmente stabili.

Hans Vesterberg, Ceo di Ericsson, ha detto che la forza della divisa svedese ha pesato sui ricavi aziendali, aggiungendo che le vendite del secondo trimestre sono aumentate del 27%. Le vendite sul mercato Usa sono calate nel trimestre terminato a giugno.

Pierre Ferragu, analista di Bernstein, ha detto che la unit servizi di Ericsson, che si occupa dei network mobili degli operatori, ha chiuso il secondo trimestre di seguito in calo. Il margine operativo della unit è stato del 5% nel secondo trimestre, rispetto al 12% dell’anno scorso. L’analista ha aggiunto che i risultati di Ericsson hanno avuto un impatto negativo anche sul competitor Alcatel-Lucent.

21 Luglio 2011