Smart cities, nel 2016 biz da 39 miliardi di dollari

LO STUDIO

Sempre più città si organizzano intorno a reti wi-fi, smart grid, sistemi di trasporto intelligente. Fondamentale per il successo di questi progetti l'adozione di standard aperti

di Patrizia Licata
Le città saranno sempre più smart. Molti comuni in tutto il mondo stanno esplorando il concetto di Smart city come nuova organizzazioine che rende le città un luogo più idoneo per risiedere, studiare, lavorare. Così cresce anche il mercato delle tecnologie che alimentano programmi e progetti di Smart city: supererà in tutto il mondo i 39 miliardi di dollari nel 2016, contro gli 8 miliardi del 2010, e le città spenderanno in totale in questi cinque anni 116 miliardi di dollari per trasformarsi in strutture intelligenti, secondo Abi research.

Dove si indirizzeranno questi investimenti? Le città installeranno reti wireless che coprono l’intero territorio, implementeranno iniziative di e-government fornendo accesso ai diversi uffici e progetti comunali tramite i siti Internet, integreranno nei mezzi di trasporto pubblico dei sistemi intelligenti, svilupperanno strumenti per ridurre le emissioni di CO2 e riciclare i rifiuti.

“Alcune tecnologie sono già usate dalla maggior parte dei programmi e progetti di Smart City nel mondo”, nota Larry Fisher, practice director di Abi Research. “Si tratta di tecnologie basate sulla comunicazione come la banda larga, il wifi e l’Rfid, o di altre il cui scopo è migliorare l’efficienza energetica, per esempio con l’adozione dei contatori intelligenti e la creazione di smart grid. Alcune città decidono di utilizzare elementi dei sistemi di trasporto intelligenti e dei sistemi informatici per i trasporti per rendere i loro veicoli più efficienti, in modo che non sprechino carburante e riducano le emissioni inquinanti”.

Secondo Abi, i progetti di Smart city di solito hanno in comune le seguenti caratteristiche: una infrastruttura di rete; tecnologie Ict per accrescere il benessere dei cittadini e la competitività delle imprese; gestione dell’innovazione e pianificazione dello sviluppo urbano e regionale; massima attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale tramite la partecipazione dei cittadini alla vita della città, per bilanciare le iniziative volte alla crescita con la necessità di preservare le risorse naturali.

“Ma i progetti variano molto da città a città”, conclude Fisher, “e quindi non si può applicare un approccio unico valido per tutti nel caso delle Smart cities. Nel lungo termine, l’adozione di standard aperti sarà di importanza fondamentale per le tecnologie che dovranno far funzionare e promuovere lo sviluppo delle Smart cities in tutto il mondo”.

27 Luglio 2011