Telefonica, utili a picco. Ma c'è l'"asso" Brasile

TRIMESTRALE

Crollano del 27% gli utili nel secondo trimestre, colpa della crisi spagnola e della forte concorrenza sul mercato domestico. Ma in controtendenza aumenta il biz nel Paese sud-americano che presto diventerà la prima fonte di revenue

di Patrizia Licata
Vanno male i conti del secondo trimestre di Telefonica, la seconda maggiore compagnia telefonica europea, che vede l'utile netto scendere del 27%, in parte per l’intensificarsi della concorrenza (con i nuovi operatori low-cost Jazztel e Yoigo) che ha ristretto i guadagni sul mercato spagnolo, già fortemente eroso dalla crisi economica. Sull’utile, che ammonta nel secondo trimestre a 1,54 miliardi di euro, contro la media di 1,64 miliardi prevista dagli analisti, ha pesato anche la svalutazione di Telco (che possiede il 46,5% di Telefonica) in Telecom Italia, costata al colosso spagnolo 353 milioni di euro.

Le vendite del secondo trimestre risultano invece in aumento del 2,2% a 15,5 miliardi di euro, ma non soddisfano le stime degli analisti (15,7 miliardi). “I risultati delle telco europee sono deludenti e quelli di Telefonica lo sono più di tutti”, secondo l’analista finanziario di Amburgo Boris Boehm. “Le trimestrali pubblicate oggi ci indicano che dobbiamo essere cauti su questa industria nel futuro e che i problemi sono destinati ad aumentare”.

Il presidente Cesar Alierta aveva già annunciato una riduzione del 20% della forza lavoro spagnola nei prossimi tre anni. Oggi la telco ha fatto sapere che in Spagna le revenues sono scese del 6,6% nel secondo trimestre, mentre il margine di profitto è calato del 2,1% al 45,3%. Alierta spera di poter bilanciare le perdite sul mercato domestico cavalcando il boom economico dell’America Latina: secondo il presidente del gruppo, il Brasile da solo diventerà presto il principale motore dei ricavi di Telefonica.

“La Spagna resta molto debole, con un altissimo tasso di disoccupazione, ma noi ci chiediamo anche se l’America Latina possa continuare a registrare performance così forti”, commenta Andres Bolumburu, analista del Banco Sabadell a Madrid.

Per il momento però il business d’oltreoceano è quello che traina Telefonica, con vendite cresciute del 12% a 7,11 miliardi di euro nel secondo trimestre, pari a quasi la metà del totale del fatturato di gruppo. L’Oibda è cresciuto del 10%. Nel Brasile, poi, le revenues sono balzate del 40% a 3,61 miliardi di euro, dopo che l’anno scorso Telefonica ha acquisito il controllo di Vivo Participacoes, il primo operatore mobile del Paese. Per fare un confronto, in Europa le revenues della telco spagnola sono scese del 3,5% a 3,77 miliardi di euro.

Non cambia il quadro delle performance di Telefonica se si guarda all’insieme del primo semestre 2011: si registra un forte calo dell’utile netto (del 16,3%, a 3,16 miliardi di euro), mentre i ricavi sono in crescita a 30,88 miliardi di euro (+6,3%) grazie alla rapida ripresa di Telefonica Latinoamerica (+18,4% anno su anno) e al notevole incremento dei ricavi dalla trasmissione mobile di dati (+18,5%). L'utile operativo prima dei deprezzamenti e ammortamenti (Oibda, un indicatore usato con costanza dalla compagnia spagnola) è cresciuto del 3,7% a 11,3 miliardi di euro, mentre l'Eps scivola da 0,83 a 0,70 euro (-16,1%). Telefonica ha comunque confermato le stime per la fine dell'anno.

28 Luglio 2011