Asta Lte, H3G per ora a bocca asciutta

FREQUENZE

Sale di 59 milioni la gara per l'aggiudicazione dello spettro. Telecom Italia e Wind si aggiudicano due lotti, uno a Vodafone. E sulla strada per il beauty contest l'ostacolo del ricorso di Telecom Italia Media

di M.S.
Due lotti nella banda 800 Mhz - la più pregiata - a Telecom Italia e Wind, un lotto a Vodafone, mentre H3G rimane a bocca asciutta. E' il risultato del primo round di rilanci dell'asta Lte, spiega un comunicato del ministero dello Sviluppo economico.

La prima giornata si è conclusa alle ore 18.15 e nel corso di tre diverse tornate sono stati effettuati otto rilanci che hanno riguardato la banda 800, portando un incremento di 59 milioni di euro rispetto alle offerte iniziali. L'importo totale di incasso sale, al momento, a 2 miliardi e 362 milioni. Hanno preso parte ai rilanci tutte le società partecipanti.

La gara riprenderà oggi a partire dalle ore 10.30 presso gli uffici del Dipartimento per le Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico.

Con i rilanci è cambiata la griglia delle società che, se la gara finisse qui, si aggiudicherebbero i lotti più importanti, quelli della banda 800. Stando allo schema pubblicato sul sito del ministero, infatti, Telecom Italia e Wind si aggiudicano per il momento due lotti ciascuna e Vodafone un quinto lotto. Al momento, quindi, H3g, che ha presentato un'offerta risultata non vincente, sarebbe esclusa. Rimane sempre vacante il sesto pacchetto.

Intanto, sul fronte del beauty contest, il procedimento per l'assegnazione gratuita delle frequenze televisive, rimane l'ostacolo rappresentato dal ricorso depositato nei giorni scorsi al Tar del Lazio da Telecom Italia Media. Il ricorso e' stato depositato l'8 agosto e non prevede la sospensiva d'urgenza del bando di gara, i cui termini scadono il 5 settembre. Il ricorso presenta motivi aggiuntivi rispetto a quello presentato nell'ottobre 2009 con il quale Ti Media lamentava, tra l'altro, l'equiparazione a Rai e Mediaset, chiedendo un risarcimento di 240 milioni di euro. L'assegnazione delle nuove frequenze tv e' finita anche nel mirino dell'opposizione: il Pd ha presentato un emendamento alla manovra che punta ad assegnare le frequenze con un'asta competitiva (e non gratuitamente) con l'obiettivo della massima valorizzazione delle risorse.

Scongiurato invece il rischio caos sul telecomando: resta invariato l'ordine automatico dei canali della tv digitale fissato dall'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni. Il Consiglio di Stato ha infatti sospeso la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva annullato un mese fa la delibera Agcom in materia. Si aspetta a questo punto il giudizio di merito. La sesta sezione del Consiglio di Stato, riunitasi martedì nel collegio presieduto da Giuseppe Severini, ha confermato con ordinanza la decisione assunta il 2 agosto con decreto presidenziale in base al ricorso d'urgenza presentato dalla stessa Agcom e dal ministero dello Sviluppo economico. La pronuncia dei giudici di Palazzo Spada viene accolta con soddisfazione dalle emittenti di Frt (Federazione Radio Televisioni) e Aeranti-Corallo. L'ordinanza 'consente all'intero sistema tv, nazionale e locale, di continuare a operare in un regime regolamentato, scongiurando cosi' le incertezze derivanti alla mancata assegnazione della numerazione dei canali', commenta il presidente Frt, Filippo Rebecchini.
Concorda il coordinatore di Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli, che vede allontanarsi il pericolo di una nuova fase di incertezza. Ma c'e' anche chi, come il Conna (Comitato nazionale nuove antenne), pensa che in sede di giudizio definitivo il Consiglio di Stato dovra' dar ragione al Tar, 'perche' sarebbe insostenibile impedire al cittadino consumatore di memorizzare le stazioni che preferisce a suo piacimento'.

01 Settembre 2011