Fusione At&t/T-Mobile. DT non ha un piano B

STOP AL DEAL

Il disco rosso dell'Antitrust Usa spiazza l'operatore tedesco che puntava ad utilizzare gli introiti dell'operazione per sostenere le attività europee. Intanto la società di Dallas annuncia azioni legali

di Federica Meta e Patrizia Licata
Deutsche Telekom non ha un piano B per la fusione da 90 miliardi di dollari tra T-Mobile e At&t, bloccata dall’Antitrust perché danneggerebbe i consumatori. Il Dipartimento di Giustizia, a cui fa capo l’Antitrust, ha sottolineato che “l'operazione diminuisce sostanzialmente la concorrenza per i servizi di telecomunicazioni mobili wireless negli Stati Uniti, con conseguente aumento dei prezzi, servizi di qualità inferiore, meno scelte e un minor numero di prodotti innovativi per i milioni di consumatori americani che si affidano a servizi di mobile wireless".

Secondo Bloomberg, Deutsche Telekom "non potrà mai ottenere un buon affare" dalla fusione con At&t anche se l’operatore è stato valutato fino a 7 miliardi di dollari. La società di Dallas ha infatti faticato a reggere la concorrenza, situazione che lo ha resa molto meno “attraente”: alcuni analisti sono arrivati addirittura a definirla “merce danneggiata”.

Il disco rosso dell’Antitrust avrà un impatto molto negativo sulla strategie di DT che contava di utilizzare i proventi della vendita di T-Mobile ad At&t per sostenere le attività europee. Il colosso tedesco si trova dunque bloccato negli Usa, senza che all’orizzonte si intraveda un altro potenziale acquirente.

A quanto pare At&t e T-Mobile non sono in grado di affrontare le obiezioni dell’Antitrust tramite una negoziazione; l’alternativa rimarrebbe quella mettere in campo una battaglia legale lunga e costosa. In questo senso At&T ha già annunciato di avere intenzione di “contestare vigorosamente la questione in tribunale”.

Un’eventuale sconfitta in tribunale per At&t potrebbe, però, rappresentare un danno non solo per la mancata acquisizione, ma anche per le conseguenze che gli accordi già siglati tra le parti potrebbero avere: nel caso in cui la divisione statunitense di T-Mobile non dovesse essere acquisita, infatti, At&t si troverebbe costretta a dover versare 3 miliardi cash al gruppo tedesco Deutsche Telekom cui T-Mobile fa riferimento e ad offrire servizi e banda a quest’ultima per un totale di 7 miliardi di dollari.

Ma dietro la decisione del Dipartimento di Giustizia ci sarebbe anche una motivazione di tipo politico. Secondo il Financial Times la sentenza è linea con la strategia dell’amministrazione Obama che, puntando a creare nuovi posti di lavoro e tutelare quelli già esistenti, non vedrebbe di buon occhio un’operazione che invece potrebbe tagliarli.

L'acquisizione, annunciata lo scorso marzo, aveva già incontrato l'opposizione delle associazioni di consumatori e di Sprint Nextel, terzo operatore americano. Non è la prima operazione che l'amministrazione Obama cerca di fermare per possibili violazioni della legge sulla concorrenza: è già successo per la proposta di acquisizione di Omx Group per Nyse Euronext.

01 Settembre 2011