Ultrabroadband, nuovi spiragli per il "piano" Telstra

AUSTRALIA

Uno studio a firma di una società di analisi indipendente certifica la bontà del progetto smentendo i timori dell'Authority per la concorrenza che ha dato parere negativo sulla cessione del network esistente. "Vantaggi per gli azionisti"

di Patrizia Licata
Dopo le obiezioni dell'autorità che vigila sulla concorrenza, la telco australiana Telstra è più fiduciosa di poter procedere con il progetto nazionale per la rete di banda ultra-larga: uno studio indipendente è intevenuto a dare sostegno al piano che prevede di consegnare la rete fissa dell'azienda al nuovo network ultra-veloce del governo che costerà 36 miliardi di dollari australiani.

La società di advisory Grant Samuel ha infatti calcolato che la principale telco del Paese metterebbe nelle sue casse 4,7 miliardi di dollari australiani se la proposta fosse approvata. In caso contrario, Telstra finirebbe col competere contro il nuovo network, sarebbe costretta a separare le sue attività retail e wholesale e probabilmente verrebbe anche colpita dal divieto di acquisto di nuovo spettro wireless.


"Nel complesso, i vantaggi della proposta superano gli svantaggi. Perciò, la proposta va nel miglior interesse di Telstra e dei suoi azionisti", scrive la Grant Samuel nel suo report.


L’ente australiano che vigila sulla concorrenza, la Accc (Australian Competition and Consumer Commission) martedì ha obiettato al progetto di Telstra affermando che la sua proposta di separazione strutturale non soddisfa le richieste dell’ente e va modificata.

Il Ceo di Telstra David Thodey ha replicato in una conference call con analisti e giornalisti che le obiezioni della Accc non sono una sorpresa e ha assicurato: “Siamo convinti di poter risolvere i problemi”.

Come noto, la rete nazionale Internet ultra-veloce è un progetto che viene portato avanti dalla società di proprietà statale Nbn Co. e ha lo scopo di connettere il 93% di case e aziende del Paese alla fibra ottica. Telstra riceverà 11 miliardi di dollari australiani dal governo federale e dalla Nbn per la partecipazione all’implementazione della rete. Gli azionisti della telco dovrebbero votare sulla proposta nel meeting annuale del prossimo 18 ottobre, ma la data potrebbe slittare se la Accc non dà il via libera all’accordo.

Gli azionisti di Telstra sono invece probabilmente disposti ad approvare il piano che prevede una separazione strutturale dell’azienda e la chiusura progressiva da parte di Telstra delle sue reti fisse man mano che il nuovo network viene costruito e i servizi migrano verso la Nbn Co. Il motivo è chiaro: "Il primo vantaggio della proposta è che genera cassa immediatamente per Telstra”, nota Grant Samuel.

02 Settembre 2011